Mindfulness per atleti: il segreto per prestazioni migliori?

(rantsports.com)
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“Mi sentivo come se stessi massimizzando i miei movimenti e le mie capacità di gioco fossero migliorate,” racconta Vaughn Gray, giocatore della squadra di basket della George Mason University. “Ero in grado di vedere il gioco a rallentatore e reagire in modo più efficace.”

I risultati, quasi miracolosi, sono frutto di un programma di meditazione sperimentale che Gray e i compagni di squadra hanno affrontato all’interno di uno studio dell’università americana.

L’obiettivo era quello di analizzare i possibili benefici portati dall’applicazione dei principi della mindfulness all’interno di un ambito sportivo. Una tecnica che fonde tradizione buddista e psicologia contemporanea, la Mindfulness mira a sviluppare un’ attenzione consapevole orientata al presente in modo cognitivo.

Fallon Goodman, il ricercatore che ha condotto l’esperimento, sostiene che queste terapie possano portare maggiori benefici agli atleti rispetto alla psicologia sportiva tradizionale.

Infatti mentre interventi come il self-talk o l’imagery incoraggiano a sopprimere i pensieri spiacevoli, questa tecnica porta all’accettazione acritica di queste sensazioni come parte del quotidiano.

“Invece di agire in un modo reattivo per cercare di sbarazzarsi dello stress”, spiega Goodman, “accettandolo e diventando più consapevole, la speranza è che l’atteggiamento sia quindi più in linea con le cose che più interessano all’atleta.”

Per dimostrare la sua teoria Goodman ha sottoposto per cinque settimane il team a sessioni di mindfulness seguite dallo yoga, una componente fisica che facilitasse la messa in pratica dei principi teorici.

Gli atleti hanno poi compilato dei questionari dettagliati, le cui risposte sono state comparate con quelle date da un gruppo di controllo che non aveva seguito il programma di mindfulness.

I risultati sono stati soddisfacenti. La squadra ha riportato un minor livello di stress percepito e una consapevolezza accresciuta nei propri mezzi. Ma soprattutto i giocatori sono riusciti a canalizzare i propri sforzi nel raggiungimento di obiettivi che loro stessi si erano prefissati invece di reagire passivamente a stimoli esterni. Sia fuori che dentro il campo, dove, in realtà, i risultati sportivi non sono stati altrettanto strabilianti. Tuttavia il programma di mindfulness, a detta di Gray, ha permesso di vivere l’esperienza in maniera positiva.

“Non c’è mai stata alcuna negatività negli spogliatoi. Siamo stati in grado di far passare le avversità,” racconta Gray. “Anche se abbiamo passato momenti difficili siamo sempre rimasti legati come una famiglia perché eravamo al corrente delle nostre questioni personali attraverso le sessioni di mindfulness.”

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