Nello sport, come nella vita, la motivazione è una delle chiavi fondamentali per poter raggiungere i traguardi desiderati.

Ma come si fa a motivare i propri atleti? Non è affatto facile, anche perché ognuno è fatto a modo suo. Ogni atleta, ogni giocatore o giocatrice, ha una personalità differente, un diverso passato ed emozioni diverse. Ogni persona è unica e la sua unicità determina le modalità motivazionali.

I principali errori

Per quest motivo, non possiamo definire a priore le modalità relazionali corrette ed efficaci per motivare qualcuno. Possiamo però evitare i due principali errori che spesso commettiamo:

  • Con me funzionava così
  • Ha sempre funzionato così

Con me funzionava così

Significa partire dalle modalità che funzionavano con noi in passato ed applicarle, senza domandarsi se vi siano differenze. Vuol dire, ad esempio, usare la paura per stimolare un proprio atleta perché quando facevo sport la paura funzionava molto bene con me come leva motivazionale. Il problema (per fortuna!) è che noi non siamo i nostri atleti e ciò che funzionava con noi non è detto che funzioni con loro!

Ha sempre funzionato così

Altro errore, simile, riguarda l’applicare le stesse modalità motivazionali negli anni, con gruppi diversi e, qualora non dovessero funzionare, pensare che il problema sia il gruppo dato che, prima, “ha sempre funzionato così”. Il fatto è che non possiamo avere garanzia che, se una modalità ha funzionato in passato, funzioni anche nel presente. Ogni gruppo, ogni atleta è diverso e richiede accorgimenti e modifiche costanti.

Come fare

Impariamo ad osservare quello che ci richiedono, quello che funziona. Impariamo a provare, riprovare e ad appuntarci l’esito. Impariamo a metterci in gioco, con creatività e tanta flessibilità. Impariamo a domandarci, a non dare per scontato ed a studiare costantemente il nostro gruppo o i nostri atleti: solo così potremo diventare dei motivatori efficaci. Le tecniche di motivazione, tanto ricercate, sono solo l’ultimo step di un percorso di conoscenza lungo e profondo tra allenatore ed atleta.

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