Corsa per la prima volta nel 1970, la Maratona di New York è indubbiamente la maratona più ambita e conosciuta al mondo.

Il percorso attuale della Maratona attraversa tutti e cinque i distretti della città, risale al 1976: fu stabilito da Fred Lebow, cofondatore con Vince Chiappetta dei New York Road Runners, e da allora non è mai stato modificato. La Maratona si corre invariabilmente nella prima domenica di Novembre: corrono più di 50mila persone, a fronte di oltre 100mila richieste di partecipazione: per entrare nella lista dei classificati il tempo limite è di 8 ore e mezza.

La New York City Maraton è una delle 5 più importanti al mondo

Per il suo fascino e per la sua storia nel 2006 la Maratona di New York è stata inserita nel World Marathon Major, ovverosia il circuito professionistico che comprende le più importanti maratone del mondo insieme a Berlino, Boston, Chicago e Londra.

Diversi aneddoti  raccontano di quanti pochi battiti facesse il cuore di atleti come Fausto Coppi (si dice meno di 40 volte al minuto), di Lance Armstrong (circa 30) o Alex Schwazer (28 al minuto rispetto a una sessantina delle persone comuni); sono personaggi che ormai sono passati dalle pagine del giornale a quelle dei libri di storia, ed è ormai altrettanto studiato e riconosciuto da tutti, medici, preparatori atletici e atleti stessi che praticare regolarmente sport di resistenza come il ciclismo, la corsa  su lunghe distanze, il triathlon o lo sci di fondo riduce sensibilmente la frequenza cardiaca. Ecco cos’è dunque il cuore d’atleta: si tratta del fenomeno della bradicardia, un adattamento del tutto naturale (che normalmente è anche benefico), che migliora l’efficienza contrattile del cuore e in buona sostanza lo fa funzionare meglio, sia durante l’attività fisica che a riposo. Ora uno studio condotto dall’Università di Manchester e dal Dipartimento di Bioscienze della Statale di Milano parrebbe dimostrare come il cuore d’atleta sia conseguenza di un vero e proprio rimodellamento del muscolo cardiaco.

Torniamo alla competizione…

L’ammontare complessivo dei premi si aggira intorno agli 825 mila dollari: ai vincitori (maschile e femminile) vanno 100mila dollari a testa; 60mila al secondo e 40mila al terzo classificato. Partecipare alla Maratona di New York ha comunque un suo costo: 358 dollari. Nel 1970 i partecipanti pagarono invece 1 dollaro. Lungo tutti i 42,195 km del tracciato è un connubio perfetto di musiche e colori, al km 14, a Brooklyn, da 35 anni la Bishop Loughlin High School Band suona ininterrottamente «Gonna Fly Now» dalla colonna sonora di Rocky, accompagnando il passaggio dal primo all’ultimo concorrente.

Le donne alla Maratona di New York

La New York City Marathon è anche uno dei simboli mondiali della parità e uguaglianza fra i sessi: nel 1970 la federazione sportiva degli Stati Uniti non permetteva alle donne di partecipare alle maratone, tuttavia Fred Lebow e Vince Chiappetta ignorarono da subito il divieto accettando anche iscrizioni rosa, e nel 1972 sostennero le loro proteste facendo sì che al colpo di pistola iniziale le sei atlete iscritte alla gara si potessero sedere a terra in segno di disapprovazione. Kathrine Switzer fu, 50 anni fa, la prima donna a correre in una maratona.

L’unica edizione annullata

È quella del 2012, annullata dal sindaco Michael Bloomberg il giorno prima della partenza a causa delle conseguenze del passaggio dell’uragano Sandy che aveva messo in ginocchio la Grande Mela.

Gli italiani vincitori a New York

Sono quattro gli azzurri che tagliarono per primi il traguardo della Maratona di New York: Orlando Pizzolato (nel 1984 e 1985), Gianni Poli (nel 1986), Giacomo Leone (nel 1996) e – unica donna – Franca Fiacconi (nel 1998). Dopo Kenya (23 vittorie complessive), Stati Uniti (21), Norvegia (10) e Regno Unito (6) l’Italia è il quinto Paese con più vittorie totali: 5.

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