Neymar: la consapevolezza di valere 200 milioni

Perché Neymar ha lasciato il Barcellona? In teoria quella è la squadra al top, la squadra a cui un calciatore può aspirare. Allora perché ha accettato il trasferimento in un campionato meno competitivo? Sembra facile, per alcuni, rispondere che naturalmente se ne va per i soldi, molti di più di quelli che gli ha dato il Barcellona, parliamo di 30 milioni di euro netti a stagione per cinque anni e di circa 40 milioni diretti al suo agente. Meta d’arrivo del fuoriclasse è dunque il Paris Saint-German, club ricchissimo che ormai da un paio di anni é fra i più quotati per vincere il titolo della Champions League. Per il resto, però, il livello della Ligue francese non ha nulla a che vedere con quella spagnola, ed è inferiore anche a Premier League, Serie A e Bundesliga, per dirla con le parole di Mourinho:

ho visto una partita di campionato del PSG e credo che il mio allenamento di sabato con il Chelsea sia stato più duro di quell’incontro.

Lasciare il Barcellona di Messi può essere un modo per cercare di diventare il numero uno per davvero, da solo, senza essere oscurato da altre presenze ingombranti. Giocare in un tridente con Messi e Luis Suarez ha fatto sì che venisse implicato un minor impatto sulle imprese della squadra. Forse sono state proprio le caratteristiche dei suoi compagni d’attacco a limitare le qualità di Neymar, in qualsiasi altra squadra potrebbe ricevere carta bianca nei suoi movimenti. Ecco che allora cerca questa carta bianca al PSG dove trova ad aspettarlo Draxler, Lucas e Angel Di Maria e Cavani.

Neymar è il giocatore più costoso della storia: 222 milioni di euro della sua clausola di rescissione per strapparlo al Barcellona. Sono una cifra indefinibile, anche per un mondo ricco come quello del calcio. Sono più o meno i soldi utilizzati dal Milan per comprare gran parte dei nuovi titolari, nella grande campagna acquisti e circa il doppio di quanto lo United pagò Paul Pogba. Vale la pena spendere quei soldi per un solo giocatore? Neymar reggerà l’etichetta di: valgo 222 milioni, fissa sulla sua fronte? La risposta è: sì, può aver senso spendere questi soldi per comprare un giocatore come lui. Negli ultimi anni il PSG è divenuta una delle migliori società in Europa ed è ormai da molti anni la migliore di Francia. I soldi non comprano il prestigio è questo il motivo per cui Neymar è stato l’acquisto giusto dal punto di vista dell’immagine e dello sport in sé e lo stesso motivo per cui indossa egregiamente quell’etichetta sopracitata. Il PSG vuole vincere e Neymar è fortissimo, ha sette anni in meno di CR7 e ha una personalità importante anche legata a social e sponsor, ha uno dei migliori dribbling, paragonabile a quelli del buon vecchio Ronaldinho.

comprare Neymar non vorrebbe dire comprare un giocatore: sarebbe come affermare uno status (Smith).

I brasiliani hanno sempre amato i loro campioni: da Pelé a Ronaldo, le loro prodezze calcistiche sono considerate patrimonio della nazione, ma Neymar è andato oltre, divenendo archetipo di nazione, simbolo di un popolo pieno di contraddizioni. Esagero? No, in questi ultimi dieci anni chi altri se non Neymar ha incarnato lo spirito del Brasile? Il campione che a sedici anni è diventato titolare del Santos e che, approdato al Barcellona, è divenuto parte del tridente. Neymar vince perché sa di essere uno dei più forti del mondo, essere Neymar significa esser proprio questo: unione di talento e lucidità impressionante. Tutti abbiamo abbozzato una risposta al perché abbia lasciato la Catalogna, ma la risposta è forse banale, ma immediata: si è stancato di aspettare, ha imparato ciò che c’è da sapere e, finito l’apprendistato in casa Messi, ha preso un biglietto verso le sue conquiste personali. Da settembre, Neymar ha spiccato il volo in solitaria, pronto ad affrontare la sua prova del nove all’ombra della torre Eiffel.

Andiamo a fondo. Sono Neymar, sono un fuoriclasse, lo sanno tutti e lo so io. In Brasile, casa mia, mi adorano, nel mondo ho milioni di fan, però ogni volta che che gioco con la casacca del Barça so di non poter essere il protagonista assoluto perché c’è il primo fra tutti, il suo nome è Lionel Messi, e da almeno dieci anni fa la differenza in ogni competizione. Nel tridente, Suarez segna 50 gol a stagione, Messi è il giocatore per cui vale la pena comprare un biglietto, e io? Io sono solo Neymar. Mi vedono come il miglior dribblatore, ma poco importa, in fin dei conti, la mia concretezza.

E tu, se fossi destinato ad esser sempre la ciliegina e mai la torta, mai il pasto principale, non cambieresti squadra?

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