Nibali, campione vero

Un’ impresa irripetibile. Un campione che forse mai prima di settimana scorsa, si era trovato a fare i conti con una difficoltà fisica e mentale così impegnativa. E’ proprio qui che si può parlare di campione nel vero senso della parola!

Tra dubbi, sfortuna ed un po’ di stanchezza lo squalo è arrivato ad accumulare un distacco dal primo apparentemente incolmabile. Nessuno ci avrebbe creduto, lui si! Che cosa ha permesso quel rovesciamento che ha portato il siciliano all’impresa?

Il ciclismo è sicuramente un’attività dove l’aspetto fisico è decisivo, si sente infatti spesso dire dagli opinionisti “la differenza la farà chi si nutre meglio”; ma l’aspetto mentale in questo caso ha avuto un ruolo decisivo: Vincenzo ha dovuto fare i conti con dei risultati negativi che hanno, per un momento, seriamente minato le sue certezze da capitano dell’Astana e da vincente. La svolta, che dimostra la vera stoffa del campione, è stata la sua reazione e la sua grande capacità di resilienza. Dopo aver accumulato uno svantaggio superiore ai quattro minuti è bastato un piccolo episodio, un appiglio su cui Vincenzo ha fatto leva per poter cambiare approccio: Kruijswijk, leader della corsa, sbaglia una curva, cade nella neve e perde tutto.

Siamo sulla cima del Colle dell’Agnello, e come Nibali ha raccontato in un’intervista, è riuscito definitivamente a scrollarsi di dosso il peso dei dubbi che lo bloccavano, togliendosi numerose incertezze ed ansie da prestazione: ”Come va, va…”.  Ritrovando quella forza interna, espressa attraverso pensieri positivi, proprio ieri ha dichiarato: “Sulla salita dell’agnello ho pensato che ce la potevo fare!”.

Il pianto di Vincenzo al termine della corsa è stato espressione della consapevolezza della grande impresa che aveva appena compiuto: tante emozioni che il ciclista ha dovuto accettare e gestire…perché prima del atleta viene l’uomo che è.

L’altro aspetto che ha fatto la differenza è stato il gruppo: i due gregari su cui ha potuto contare hanno risposto in maniera tempestiva alle sensazioni positive che continuavano a moltiplicarsi nella mente dello squalo: ”Michele”- dice Vincenzo- “mi sento bene, vai più forte”. Questi stimoli continui, l’unità del team e la perseveranza dell’atleta, hanno consentito di recuperare minuti su minuti, portando lo squalo alla testa della corsa. Nibali ha speso parole importanti per loro:  ”Senza Jackob e Scarponi probabilmente non ce l’avrei fatta”.

Ha fatto sua una gara che non doveva vincere a tutti i costi, ma in cui ha deciso che il suo unico obiettivo fosse quello di dare tutto quello che aveva, comunque sarebbe andata. Ha dimostrato a se stesso la sua voglia di reagire, forse la più importante, perché il problema non è tanto cadere ma riuscire a rialzarsi. E Nibali lo ha fatto da vero campione.

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