No al cibo per essere più veloce, la storia di Cattaneo

Una brutta storia, con un lieto fine e una morale che facilmente potrà essere dimenticata dal suo protagonista, il ciclista Mattia Cattaneo, che pensando di poter andare più veloce in salita essendo sempre più magro, aveva smesso di mangiare.

Oggi è lui stesso ad ammettere l’errore e come l’ossessione di vincere a volte possa portare a fare delle scelte pericolose per la salute e, quasi per beffa, anche per la carriera. Ammonisce, infatti, tutti coloro che si avvicinano o già fanno parte del mondo del ciclismo, e dello sport in generale, sottolineando come certe scelte siano dettate da un momento di ansia e di paura di non farcela, ma sono assolutamente deleterie.

I problemi di Mattia arrivano nel 2013, dopo una serie di ottime vittorie, quando durante il Giro d’Italia, si vede costretto a ritirarsi, e iniziano una serie di problemi di salute, che fanno temere il peggio a Mattia, sottoposto in quei mesi a molta ansia e aspettativa. Fortunatamente tutto si conclude per il meglio e l’atleta può tornare al suo sport senza più tensioni o limitazioni.

Ma scongiurati i problemi strettamente di salute, ne arrivano altri, Mattia deluso dal suo ritiro al Giro, ora ha in mente solo di tornare sulla cresta dell’onda a tutti i costi e quindi finisce in un labirinto davvero preoccupante, smettendo di mangiare per pesare meno ed essere così più veloce.

Spesso la voglia di vincere e di dimostrare quanto si vale, se non gestita adeguatamente anche grazie all’aiuto di specialisti, può sfociare in ansia e pressione incontrollabili, che portano gli atleti a compiere scelte sbagliate e negative. E’ necessario e possibile affrontare queste paure in modo da non farsi schiacciare e controllare da esse.

Fortunatamente per Mattia, gli sono vicine molte persone care che lo hanno aiutato e supportato in questo momento difficile della sua carriera, riuscendo così a insegnargli che per vincere ed essere più forti non bisogna farsi del male, come lui stava facendo. Mattia ha ripreso a mangiare regolarmente, riconquistando il suo pesoforma ideale, grazie al supporto del suo team, che gli ha fatto capire l’importanza del cibo e come superare i momenti difficili, tutte quelle ansie e paure che fanno inevitabilmente parte della vita di un atleta.

Ora Mattia è concentrato nel suo sport, che come lui stesso dice, è la sua vita, ha tanta voglia di fare bene e di metterci tutto l’impegno necessario, ma sempre in modo positivo, essendo un esempio di come i problemi possano essere risolti se affrontati con spirito e coraggio.

Tratto da: un articolo di Ciro Scognamiglio sulla Gazzetta dello Sport

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