Buongiorno sono mamma di una bimba di 9 anni che ha iniziato nuoto a 5 anni e mezzo, dopo un anno e mezzo, vista la sua passione per l’acqua, ha iniziato agonismo. Ad oggi ci troviamo con 5 allenamenti a settimana e spesso gare alla domenica… Spesso durante l’anno è impegnativo incastrare il buon rendimento scolastico con tutto questo allenamento ma lei fortunatamente ha un ottimo rendimento a scuola… solo che arrivati ad oggi osservandola ho notato che, a differenza della maggior parte della sua squadra, lei non è interessata quasi mai ai suoi tempi e in gara i risultati della grande fatica che fa quotidianamente si vedono veramente poco, sembra quasi disinteressata ai progressi… io da mamma in questo momento mi sto chiedendo se ne vale la pena fare tanta fatica (noi genitori tanto impegnati in questa scelta, tutti i giorni in tribuna ad assistere agli allenamenti e le domeniche chiusi in piscina nel caos più totale per delle ore… quindi sacrificio per tutti ) senza progressi che dovrebbero ripagare la stanchezza e le difficoltà… le ho chiesto più volte se vorrebbe fare un passo indietro e tornare all’amatoriale quindi togliersi di dosso stress di gare e allenamenti quotidiani… la risposta è  sempre no… Sono in stallo… vorrei capire qual è la strada giusta per lei… Ringrazio vivamente…

 

Gentilissima, la ringraziamo per averci scritto.

Da genitore è giusto che si ponga delle domande relative a cosa sia giusto fare per il bene di sua figlia. Da quello che ci scrive lei non sembra più essere convinta che questa sia la strada migliore per sua figlia. Molto impegno e molti sacrifici da parte di tutta la famiglia con pochi risultati.

In realtà è difficile dire quello che è più giusto fare perché non conosco di persona la situazione ma posso solo porle alcune domande e fare alcune riflessioni:

  •  Avete provato a parlare con l’allenatore? In questi momenti più punti di vista si ascoltano meglio è. Magari per l’allenatore va bene che sua figlia non sia così orientata verso i risultati oppure anche lui potrà confermare i suoi dubbi.
  • La stanchezza è vostra o di vostra figlia? Perché da quello che scrive sembra che sia soprattutto legata a voi genitori. Se a vostra figlia piace allenarsi e passare la maggior parte del tempo in piscina questo non dovrebbe viverlo come un sacrificio e non dovrebbe pesare. Magari invece anche vostra figlia ogni tanto non ha voglia di andare oppure lamenta il fatto che una giornata in piscina sia pesante. Nel secondo caso allora sarebbe meglio approfondire il discorso con lei.
  •  I risultati in che senso? Magari vostra figlia è motivata dal piacere di stare in acqua e dal piacere di stare con il gruppo più che dall’ottenere dei risultati e quindi privilegia l’aspetto sociale dello sport più che quello agonistico.
  •  Le gare le vive con ansia e tensione? Perché in questo caso forse è per questo che non ci sono grandi miglioramenti durante le gare mentre in allenamento va meglio. Se così fosse bisognerebbe trovare delle strategie per una migliore gestione dello stress in modo da vivere più serenamente le gare.

Capisco che a 9 anni 5 allenamenti a settimana più le gare sia impegnativo ma se per ora sua figlia non vuole smettere allora il consiglio che mi sento di darle è quello di sostenerla in questa sua scelta senza farle pesare i sacrifici e i pochi miglioramenti e poi il tempo farà il suo corso. Se è veramente motivata e con delle possibilità continuerà ad andare avanti e i miglioramenti si faranno vedere. Se invece la parte agonistica è poca allora può essere che, aumentando le difficoltà degli allenamenti, decida da sola di diminuire o abbandonare questo sport.

Il vostro ruolo come genitori è quello, come già detto prima, di sostenere vostra figlia e di essere aperti al dialogo senza giudicare le sue scelte.

 

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