Oltre la metafora! Il passaggio dalla carriera sportiva a quella manageriale.

Il rapporto tra mondo dello sport e mondo del lavoro non è solamente una semplice metafora. A testimoniarlo diversi casi di atleti che hanno intrapreso un’importante carriera manageriale, e non solo nell’ambito sportivo.

Infatti la possibilità di calarsi nel ruolo in giacca e cravatta, soprattutto al termine della carriera da atleta, deriva proprio dall’opportunità di conoscere ed affinare skills di riferimento comuni e fondamentali in entrambi gli ambiti: comunicazione efficace, motivazione, lavoro di squadra, capacità di decisione autonoma, spirito critico, determinazione e così via.

Un primo esempio da considerare è sicuramente Oliver Bierhoff, vecchia conoscenza del nostro campionato italiano di calcio e fino a quindici anni fa attaccante titolare della Germania, oggi team manager della Nazionale tedesca. In linea con lo spirito innovativo teutonico che quindici anni fa portò ad una rivoluzione di cui oggi si vedono gli effetti (la Bundesliga è diventato uno tra i campionati più quotati in Europa, con grandi investimenti nel settore giovanile), l’ex giocatore e manager ha portato nella federazione una visione attenta ad eccellenza e soluzioni innovative: l’importanza dei big data nel mondo del calcio, grande attenzione ad ogni livello di partnership (“Se vinciamo i mondiali in brasile, l’Alto Adige che ha ospitato il nostro ritiro in maniera eccellente, diverrà vice campione del mondo”), la volontà di migliorare il sistema calcio confrontandolo ed avvicinandolo al sistema NBA e di continuare ad investire nel settore giovanile.

Esempio dal mondo della pallavolo: Piero Rebaudengo. Ex pallavolista che ha partecipato insieme alla Nazionale italiana alle Olimpiadi dell‘84 a Los Angeles ed ha avuto modo di vivere le edizioni di Torino 2006, Pechino 2008 e Londra 2012 in qualità di organizzatore. Rebaudengo ha sviluppato già dalla carriera sportiva capacità di gestione e coordinazione di più contesti per concretizzare un’organizzazione, la cui filiera nel contesto olimpico è molto complessa, potendo vivere questo evento in tutte le sue sfaccettature.

Dallo sci di fondo, Manuela di Centa, altro grande esempio di come la carriera sportiva non sia per nulla limitante a percorsi eccellenti. Così come Valentina Vezzali ha intrapreso la carriera politica, nel caso della ex sciatrice di fondo si è sviluppata quella da manager, portando all’ attenzione non solo aspetti legati al rapporto tra sport e mondo del lavoro, ma ad esempio, aspetti legati all’ alimentazione, come evidenzia un’intervista in cui parla di Expo e della sua candidatura FISI.

Due ex atleti che palesino come il rapporto tra sport e lavoro si basi anche sulla capacità di reinventarsi: Luigi Mastrangelo, che da un paio d’anni non gioca più a pallavolo, torna alla ribalta con la determinazione di intraprendere la carriera di attore, e Brazo Salihamidzic, che ha cominciato a costruire e dipingere piccole statuine ritraenti giocatori di calcio.

Oltre la metafora! Un approfondimento delle dinamiche sportive in chiave mondo del lavoro e viceversa, sono una straordinaria opportunità di crescita personale e professionale! Per questo invitiamo atleti e manager a partecipare ad un approfondimento su questo tema nel workshop che terremo con Bv Invest il 19 Maggio presso il Centro Sportivo Pavesi!

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