L’importanza del recupero per allenarsi sempre al massimo.

Overtraining, overreaching e burnout sono lo spauracchio di chiunque si alleni con costanza e dedizione. In generale queste tre sindromi sono dovute a carichi troppo intensi rispetto ai tempi di recupero programmati. 

Analizzandole però nello specifico, ognuna delle tre ha delle caratteristiche precise e sono una conseguenza dell’altra.

Lo stress

Per stress si intende una Sindrome Generale di Adattamento (SGA) che porta a stabilire un nuovo equilibrio interno. Detto ciò possiamo affermare che lo stress non sempre sia un fattore negativo. Esistono infatti due tipi di stress: EUSTRESS (stress positivi) e DISTRESS (stress negativi). Lo stesso stimolo può essere entrambi se usato in maniera giusta o sbagliata.

Facciamo un esempio:

il Sole se preso nella giusta maniera, con le dovute precauzioni abbronza (eustress), se preso in modo eccessivo ustiona (distress).

Come il Sole, anche l’allenamento se somministrato in dosi corrette e con i giusti recuperi porta ad un miglioramento psico-fisico, se invece calibrato male nel rapporto carico/recupero la conseguenza è l’ “esaurimento

BURNOUT

E’ il primo campanello d’allarme che qualcosa nell’allenamento non va: lo stress fisico ed emotivo porta un’insoddisfazione nell’affrontare un’attività fisica fatta in precedenza con piacere.

OVERREACHING

È il secondo step, ed anche il più frequente. Il rallentamento della prestazione avviene a breve termine e passa nel giro di 3-4 giorni in quanto è uno stress che colpisce soprattutto il sistema energetico e muscolare.

L’overreaching non sempre è casuale: può far parte della programmazione che prevede microcicli di carico intenso per poi, dopo il recupero, aver un incremento della prestazione

OVERTRAINING

Per definizione è una condizione fisica, emotiva e comportamentale che si verifica quando il volume, l’intensità e la frequenza dell’esercizio superano le capacità di recupero. È molto meno frequente di quanto si possa pensare (la maggior parte di chi pratica attività fisica si trova in overreaching!) e colpisce il sistema neuronale, per questo ha bisogno di tempi più lunghi per risolversi (almeno 10 giorni).

L’overtraining porta conseguenze molto importanti a livello fisico, compromettendo l’equilibrio ormonale: aumento del cortisolo (ormone dello stress), amenorrea nelle donne, calo dei livelli di testosterone negli uomini, provocando fratture da stress a livello osseo e muscolo-tendineo, per non parlare della sfera mentale con ansia, depressione e sindrome da fatica cronica.

Come si possono prevenire queste sindromi?

Fondamentale è senza dubbio la distribuzione dei carichi e il calcolo dei tempi di recupero giusti a seconda del tipo di lavoro che si va ad effettuare.

Importante è cambiare spesso allenamento, esercizi, attrezzi e luogo delle sedute: in estate si può prevedere un allenamento all’aria aperta che già di per se funziona da antidepressivo naturale.

In più, affidandosi a professionisti competenti, parlare di qualsiasi cosa stia disturbando la tranquillità nella pratica sportiva per non arrivare alla sospensione forzata dell’allenamento fino al recupero completo, conseguenza inevitabile dell’overtraining.

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