Pallanuoto: il bello della Fatica

Non ci sono dubbi sui benefici che il nuoto abbia sulla crescita di un bambino aiutando l’irrobustimento muscolare e la formazione di una postura corretta. Per questo motivo molti pediatri ed ortopedici consigliano spesso il nuoto come sport a bambini che hanno bisogno di irrobustirsi o a chi in genere ha problemi posturali.

La pallanuoto condivide i pregi del nuoto dal punto di vista fisico aggiungendo però l’attrattiva del gioco di squadra che rende sicuramente più accattivante l’allenamento per quei ragazzi che hanno concluso il percorso di scuola nuoto e soprattutto per chi non è portato per uno sport singolo come il nuoto. (come già introdotto nel precedente articolo sulla pallanuoto)

Non è certamente da sottovalutare che lo stress fisico di un pallanuotista è diverso da quello di un nuotatore, molti dei vantaggi del nuoto rimangono, c’è però da tener in considerazione una maggior sollecitazione di alcune articolazioni, come la spalla nel tiro o per esempio della parte lombare della schiena durante la nuotata a testa alta. Possibili infortuni o rischi però possono essere evitati con degli appositi esercizi a secco preventivi che rafforzano le articolazioni più sollecitate e ovviamente con la giusta attenzione al corretto gesto in acqua.

L’approccio all’acqua di un pallanuotista differisce però dal semplice nuotatore, e col tempo fa sua una confidenza con l’acqua che, forse, è superata solamente dalle ragazze del nuoto sincronizzato. Nei primi anni di pratica bisogna adattare tutto ciò che è stato imparato negli anni di nuoto per applicarlo al gioco. Le spinte e gli appoggi sull’acqua sono differenti e saranno molto personalizzati. La conoscenza del proprio corpo è fondamentale per poter effettuare correttamente tutti i movimenti e col tempo si acquisisce un’ottima padronanza del corpo in acqua.

Una buona tecnica e acquaticità però da soli non bastano, infatti la pallanuoto è uno sport situazionale in cui l’azione si svolge molto velocemente ed è necessario prendere la giusta decisione in poco tempo, come passare, proteggere la palla oppure tirare in porta nel giusto momento, questo obbliga a dover sviluppare un’elasticità mentale e soprattutto un’alta attenzione a ciò che circonda il giocatore in un ambiente che per natura non è il suo. Le scelte da fare durante il gioco come abbiamo detto sono veloci e devono tener conto non solo degli avversari ma soprattutto del movimento dei compagni, il lavoro e la coordinazione di squadra è fondamentale per la riuscita di una giocata e di un’azione di gioco.

Il fattore squadra quindi è determinante per la competitività in partita, le individualità come in tutti gli sport sono importanti ma possono essere annullate se non messe al servizio del gruppo e soprattutto se l’avversario gioca meglio insieme. L’affiatamento e la cooperazione di gioco non si allenano soltanto provando e riprovando schemi o giocando come potrebbe essere intuitivo pensare ma soprattutto e anche nel nuoto.

Il nuoto, che potrebbe sembrare la parte solamente fisica dell’allenamento, costituiste la parte più mentale; infatti nella fatica, fisica ma anche mentale, bisogna tener alta la concentrazione per riuscire bene nel lavoro programmato e soprattutto supportarsi tra compagni di squadra. Guardare il compagno accanto stanco ma che non molla una bracciata e cercare di stargli dietro senza perdere velocità è uno stimolo che unisce la squadra e crea la giusta empatia. Al contrario se chi affaticato vede del lassismo tra i suoi compagni rischia di innervosirsi rovinando l’armonia di gruppo e probabilmente abbasserà anche il suo ritmo compromettendo anche il lavoro natatorio. Il nuoto e la fatica da esso suscitata deve essere l’occasione per creare il giusto spirito di sacrificio nel gruppo che verrà poi tradotto nella voglia di non mollare neanche un centimetro in campo e, in caso di bisogno, coprire il compagno di squadra che ha perso l’uomo e che non ce l’ha fatta a tornare in difesa.

La pallanuoto anche per la sua natura di gioco, “tutti si attacca, tutti si difende”, amplifica ancora di più la necessità di armonia, di collaborazione di tutta la squadra in ogni momento della partita anche da quelle posizioni che in molti momenti della partita risultano meno partecipi al gioco, ma che soltanto per la posizione occupata rendono efficace la fase offensiva.

Tutti questi elementi fanno che spesso la pallanuoto diventi parte integrante della vita di chi la pratica anche a livello amatoriale; molto pochi infatti sono quelli che possiamo considerare i professionisti di questo sport, il motivo è soprattutto dovuto a un movimento che fatica ancora a decollare a livello economico. Ma la maggior parte dei giocatori considerati amatoriali l’impegno di ore e anche fisico è comunque da considerare alto rispetto ad altri sport.

Il vero pallanuotista è colui che, in qualsiasi categoria giochi, ponendosi la domanda: “chi me la fa fare?”, soprattutto d’inverno, con l’allenamento in orari serali improbabili, va ad allenarsi perché sa che lì lo aspettano i suoi compagni, diventati amici, che essendosi posti la stessa domanda sono andati ad allenarsi con la stessa sua fatica, per raggiungere lo stesso obiettivo piccolo o grande che sia.

Un mio allenatore infatti mi insegnò un concetto che ho fatto mio nel tempo. Non importa il livello in cui si gioca o il tipo di competizione a cui si partecipa, un atleta può definirsi tale se postosi un obiettivo, lavora seriamente e dà il massimo per il suo raggiungimento, sia che esso sia un’olimpiade o che sia semplicemente un campionato provinciale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *