Paola Egonu: la promessa che è già certezza

(fonte immagine: www.oasport.it)

Nata il 18 dicembre 1998 a Cittadella da genitori nigeriani, Paola Egonu aveva 12 anni quando ha cominciato a giocare a pallavolo.

L’ha notata una dirigente della Team Volley – ha spiegato in un’intervista il presidente della società di Cittadella, Andrea Pivato – Ha visto questa ragazzina già molto alta e l’ha convinta a fare qualche allenamento ed è rimasta. Paola si aggrega nel giro di poco all’Under 14: Era un po’ imbranata, ma è normale per chi cresce in fretta. Dal punto di vista tecnico non aveva le basi. Ci è arrivata dopo, con ostinazione perché Paola è molto «tedesca». Pivato ha dunque l’intuizione corretta e porta Paola alle giornate di selezione per il Club Italia, dove viene notata dall’allora direttore tecnico Marco Mencarelli. Mi colpì per il salto e la invitai a una giornata di perfezionamento – ha riportato Mencarelli – Quell’allenamento mi fece decidere di coinvolgerla nel gruppo. E così fu. Giovanissima, Paola lascia la sua famiglia e si trasferisce a Milano dove vive con le nuove compagne: sveglia alle 6.00, giornata di scuola, rientro e allenamento, studio e partite ogni fine settimana.

La fatica si fa presto sentire, Paola non riesce ad abituarsi al cibo italiano, e proprio a Milano passa sotto le cure dello staff diretto da Mencarelli: Aveva una struttura esile e fragile, ma faceva salti incredibili. Quella fragilità non lasciava presagire un gran numero di salti, avrebbe danneggiato le ginocchia, quindi il preparatore atletico Alessandro Mattiroli e il fisioterapista Moreno Mascheroni hanno lavorato per rafforzarla e prevenire infortuni.

L’ingresso in A2

Nella stagione capitanata da Marco Bonitta, il Club Italia approda in serie A2 e Paola gioca come schiacciatrice di banda, ruolo nel quale se la cava alla grande, tant’è che nel 2015 a Lima con la Nazionale juniores vince i mondiali e riceve il premio di miglior giocatrice. Tuttavia al suo rientro, a causa di un infortunio all’interno della compagine, la nostra Egonu viene schierata in un nuovo ruolo differente: Fece sfracelli, ricorda Cristiano Lucchi. All’inizio del 2016, Bonitta convoca lei e altre compagne per il torneo di qualificazione olimpica e l’obiettivo viene raggiunto, si va a Rio. La nazionale di per sé delude, ma Egonu, schierata come titolare a 17 anni, decisamente no.

Mesi dopo, conseguita la maturità in ragioneria all’istituto Cardano di Milano, Paola Egonu è più libera e passa da una squadra di coetanee all’Igor Gorgonzola Novara, campionessa d’Italia dove giocano alcune veterane di un certo calibro come Francesca Piccinini.

Mondiale 2018

Quella Paola Egonu, decisa e determinata, è la stessa che sta trascinando l’Italia in vetta, la stessa che è stata mostruosa nella più che sofferta vittoria contro il Giappone ai Mondiali 2018 di volley femminile. L’opposto si è letteralmente caricata la squadra sulle spalle e ha messo a segno 36 punti nei cinque set della già ribattezzata battaglia di Nagoya. Il risultato le permette di confermarsi in testa alla classifica marcatrici della rassegna iridata. Ora la diciannovenne può contare su un tesoro di 218 punti, per la precisione sei in più rispetto a Lonneke Sloetjes, che nella stessa mattinata aveva trascinato l’Olanda verso la semifinale battendo le Americane per 3-2. È dunque sfida aperta tra queste due stelle per il prestigioso premio, la cinese Zhu Thing (172), la giapponese Sarina Koga (156) e l’altra azzurra Miriam Sylla (133) sono ormai più in ritardo. Per amore di numero, Paola firma 182 punti in nove partite.

Definirla una rivelazione è sbagliato, lei è una conferma: Paola Egonu è il miglior talento del volley italiano, rappresenta questa nazionale vincente, multietnica e giovane, infatti l’età media è sotto i 23 anni. Egonu gioca nel ruolo nel quale, per intenderci, gioca anche Ivan Zaytsev, paragonabile al centravanti nel calcio: il suo dovere è fare punto. Salta altissimo, arriva a 3.44 metri, imprime potenza ed è una capace decisamente di far male alla retroguardia avversaria. In merito ci potrebbero dire qualcosa la palleggiatrice della Russia, Evgenija Starceva, colpita al volto durante la gara di mercoledì, ma anche la polacca Izabela Belcik, spaesata da un suo colpo alle qualificazioni per le Olimpiadi di Rio.

È come se fosse stata un diamante grezzo, il Club Italia ha lavorato finemente nel proprio laboratorio. La squadra della Federazione italiana pallavolo forma le promesse da cui sono uscite nove giocatrici delle quattordici impegnate oggi al mondiale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *