Il calciomercato di Gennaio del club rossonero sta ripagando le aspettative e i soldi investiti. Il rendimento dei nuovi acquisti Lucas Paquetà e Krzysztof Piatek è sotto gli occhi di tutti, tifosi ed avversari. I due inserimenti in rosa del mercato invernale hanno avuto un impatto positivo fin da subito.

Il centrocampista brasiliano è stato da subito indicato fra i titolari da Gennaro Gattuso, nonostante si potesse pensare ad un inserimento più graduale. Invece Ringhio ha intravisto subito nel nuovo innesto delle importanti qualità e dal suo arrivo lo ha sempre inserito nella rosa iniziale. Il numero 39 brasiliano si è adattato in fretta e decisamente bene a Milanello e anche nel giocare con continuità in un ruolo delicato: la mezzala. Il ruolo in questione era già stato sperimentato e ricoperto nel club precedente: il Flamengo, ma farlo in Serie A con la maglia del Milan è un’altra questione. Personalità, fisicità e doti tecniche di Paquetà stanno risultando molto importanti per i rossoneri, una figura che è emersa sin da subito e si è librata progressivamente. E contro il Cagliari è anche arrivata la prima rete.

Anche l’apporto di Piatek alla causa del Diavolo è stato di decisiva importanza. Al suo primo ingresso, contro il Napoli, il pistolero polacco ha realizzato gol così come nelle successive tre partite, nelle quali è stato impiegato sempre da titolare. L’ex del Genoa ha una media sicuramente notevole di realizzazioni, si è da subito mostrato abile a sfruttare ogni occasione, anche la più minima, che gli capita tra i piedi. Nell’area avversaria è un cecchino, quando ha la chance di calciare verso la porta a botta sicura raramente sbaglia. Si sta confermando con una media gol decisamente stratosferica; anzi, sta facendo di meglio: al Genoa la sua media era di uno ogni 123 minuti, con la maglia rossonera la butta dentro ogni 60’. È un acquisto strepitoso. Come riporta la Gazzetta dello Sport, dall’era Berlusconi a oggi, nessuno ha fatto meglio di lui nelle prime cinque presenze con la maglia del Milan: Van Basten si fermò a 5 reti, come Weah e Bierhoff; Inzaghi e Ibrahimovic ne segnarono 4 e Shevchenko 2.

Se inizialmente la tempestiva partenza faceva paura, ad oggi Gonzalo Higuain è un lontano ricordo, nessuno – a buon ragione – lo rimpiange nell’ambiente rossonero. La differenza di impatto e di rendimento è impressionate, un rimescolamento di carte positivo in cui il Milan, che ha scommesso tutto, sta guadagnando moltissimo. La vittoria di Bergamo, su un campo difficile dove le big soffrono e spesso perdono: Inter e Lazio sono state sconfitte, la Roma ha pareggiato, così la Juventus (che ha inaspettatamente preso tre gol nella gara di Coppa Italia), dà grande slancio e fiducia ai rossoneri.

Piatek distacca chi insegue e soffia sul collo dei cugini Nerazzurri.

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