“Parto pensando al peggio”…come migliorare?

[vc_row][vc_column][vc_message style=”square” message_box_color=”black” icon_fontawesome=”fa fa-question-circle-o”]“Sono un ciclista. Quando sono in gara, o subito prima, parto pensando al peggio così poi sono pronto per gli imprevisti, ma forse non è la cosa migliore. Come posso fare?”[/vc_message][vc_column_text]

Grazie per averci scritto! Da quello che dici, sembra che il tuo pensiero sia di tipo catastrofico, ossia “sono pronto al peggio perché potrebbe succedere di tutto”. Forse non è proprio l’atteggiamento migliore per superare le sfide e le difficoltà!

Nella psicologia dello sport si dà molta importanza al Pensiero Positivo, cioè a leggere gli eventi in maniera positiva, senza focalizzarsi sugli aspetti negativi. Perché? Perché in realtà il cervello NON conosce le negazioni. Quindi se io mi dico: “non devo cadere” il mio cervello elabora la caduta come informazione e, solo successivamente, ci fa una bella “X” sopra. Un’altra cosa ancora più importante è che non esiste la distinzione tra pensiero e azione, tra corpo e mente, ma è tutto collegato! Quindi, ad esempio, pensare al non cadere rende più probabile l’evento caduta!

Ovviamente negli sport open skills come il ciclismo, il motociclismo, ma anche gli sport di squadra, non puoi sapere esattamente come andrà la competizione e potrebbe anche capitare che il tuo avversario sia più forte. In questi casi bisognerebbe fare dei “piani alternativi” per affrontare la competizione. È giusto pensare a cosa potrebbe non andare bene, ma è un passaggio che va fatto giorni o settimane prima della gara! Al momento della prestazione, invece, bisogna partire sicuri e convinti delle proprie capacità… e se ci sarà un imprevisto sarai preparato perché avrai i “piani alternativi” da mettere in atto!

Dott.ssa Caterina Simoncelli

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