Passione per lo sport, amore per la scherma

© David Taquin
© David Taquin

Mi chiamo Carlotta Gottardelli e, oltre ad essere Psicologa dello Sport, sono un’ex nazionale di scherma. Pratico tutt’ora la scherma a livello agonistico e in questo momento mi trovo in montagna, al passo Maniva (BS), altitudine 1700m, in ritiro con la societá schermistica di cui faccio parte, la Sala D’armi Attilio Calatroni. Ogni anno il maestro Attilio Calatroni, pilastro indiscusso della scherma italiana, affiancato dal preparatore atletico Pietro D’Attellis, porta in ritiro pre stagionale i suoi atleti per ritrovare la forma ottimale (sia fisica sia mentale) in virtù della stagione agonistica ormai alle porte.

L’età degli atleti è molto varia: si va dai 9/10 anni per i più piccolini, passando per il gruppo agonisti, dai 14 ai 25, arrivando al gruppo adulti (io, ahimè, faccio parte di quest’ultimo gruppo).

Nonostante la differenza di età, il gruppo è molto amalgamato. Ci sentiamo uniti sotto lo stesso comune denominatore: l’amore per la scherma e la voglia di migliorarci, cercando di superare, spesso con molta, molta fatica, i nostri limiti. 

Giusto per darvi un’idea di quello che facciamo qui, una giornata tipo si sviluppa in questo modo: h 7.15 sveglia, h 7.45 attivazione (corsa, andature, esercizi vari e stretching), h 8.30 colazione, h 9.00 passeggiata (sfruttando i magnifici e tostissimi percorsi nei dintorni), h 12.30 pranzo, h 15.30 corsa, ripetute, esercizi vari, seduta di rilassamento praticata dalla sottoscritta, e chi più ne ha più ne metta fino all’ora di cena. Vietato arrivare in ritardo, astenersi bradipi.

Avendo la sottoscritta il piacere di vivere questa esperienza faticosa ma al tempo stesso così arricchente, decido di scrivere questo articolo per portare la nostra esperienza di atleti diretta e soggettiva; cercare di descrivere, quindi, come noi schermidori viviamo l’esperienza di allenarci per praticare questo sport magnifico e affascinante.

Pongo quindi ai ragazzi questo quesito: “Cos’è per te la scherma?”

Ricevo, nel giro di un paio di giorni, dei bigliettini con le risposte più disparate. Ve ne cito alcuni.

Lorenzo, (18 anni, Treviglio) scrive: “Per me la scherma è diversità: tutti al giorno d’oggi praticano gli stessi sport. Gli schermidori, invece, sono come le stelle alpine: ci sono, ma sono rari da trovare. 

Per me la scherma è benessere: tutti gli schermidori sono persone per bene e stare in una sala scherma ti può solo rallegrare una giornata triste, può essere uno spiraglio di luce in una giornata tenebrosa.

Per me scherma è, soprattutto, divertimento: nessuno si crede fenomeno e nessuno glielo fa credere, tutti “tirano” per divertimento, non per diventare icone (magari per cose principalmente extrasportive)”.

La scherma vista dagli occhi del preparatore atletico D’Attellis: “Per me la scherma è tornare bambino ogni volta che calo la maschera. Sia da atleta che da insegnante”

Ha suscitato in me molta tenerezza Nico, uno che bambino lo é di fatto (9 anni, Brescia): “Nico, cosa provi mentre fai scherma?” “Divertimento ” “e poi?” ” Divertimento e basta!”

Eloisa (15 anni, Verona), dice: “La scherma non è soltanto uno sport, è uno stile di vita, è una scuola di vita; perché quando salgo in pedana nella mia testa appare un sentimento così profondo e felice che soltanto in gara provo. Ci sono solo io, il mio fioretto e il mio avversario, e niente potrebbe darmi più felicità.”

È arrivato il mio momento. La scherma per me è passato, è vittoria, ma è anche presente, speranza e futuro. È la costante positiva di una vita, è fatica, soddisfazione, gratificazione e pianificazione. È combattere senza mai arrendersi, ma é anche amore. Ecco sì, forse per me la scherma é amore.

È vero. Facciamo tanta, tanta fatica. Abbiamo dolori muscolari da urlare e vesciche sanguinanti ai piedi.  Ma il momento in cui assapori la vittoria, quel maledetto momento, il momento in cui sali sul podio…ecco, proprio quel momento, IL momento… Ripaga gli sforzi di una vita. 

Chiudo con le parole di un grande maestro, Attilio Calatroni, faro per molti campioni del passato e del presente, il quale descrive con queste parole l’essenza dell’essere schermidore: ” Lo schermidore eccellente é acrobata, prestigiatore, attore, ballerino e cantante, capace di finissima teatralitá. Animale nelle movenze, attacco e difesa sono il diverso guardare negli occhi. Per poi tornare l’uomo di sempre…”.

Dott.ssa Carlotta Gottardelli

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