(Fonte: youtube)

 

Che cos’è la paura? Sappiamo ormai tutti, reduci dal simpatico film della Disney sulle emozioni, essere un’emozione primaria.

Ma come è definita?

Il dizionario di psicologia Galimberti da questa definizione:

“La paura è un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo, anche se in modo non specifico, all’apprestamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga”.

Parlando di paura implichiamo inevitabilmente l’idea di coraggio, in fondo potremmo pensarlo un po’ come il suo opposto essendo esso la capacità di affrontare la paura senza incertezze.

Ritengo che però il coraggio abbia avuto uno sviluppo nel corso del tempo.

Se una volta il coraggio era inteso come la capacità di affrontare qualsiasi situazione senza esserne spaventati, ad esempio come gli eroi di un tempo, in seguito il coraggio è diventato la capacità di affrontare la situazione conoscendo le paure legate a esso, avendone timore, ma affrontandole comunque.

Infine credo che oggi si possa interpretare come coraggio la capacità di affrontare la situazione conoscendo le paure e sapendole volgere a nostro favore.

Infatti, abbiamo imparato che attraverso diverse strategie, consce o inconsce, siamo in grado di affrontare un’ampia gamma di situazioni.

Anche quando ignoriamo ciò che ci spaventa e che ci crea ansia, stiamo comunque attuando una strategia, ovvero quella di non farci prendere da un pool di emozioni che destabilizzerebbero la situazione.

Nello sport questo aspetto è molto importante in quanto è sicuramente sempre presente.

Paura non significa terrore, quindi in qualsiasi attività un po’ di paura c’è sempre, lieve o intensa che sia, quando ci approcciamo ad un attività il nostro organismo risponde per difenderci.

Ebbene si, il nostro corpo, si attiva quando dobbiamo affrontare una situazione stressante e paurosa.

Questo, sappiamo ormai non essere un problema finché rimane dentro a certi confini e non eccede inibendo qualsiasi tipo di risposta.

A questo punto quali tipi di paure possiamo riscontrare nello sport?

La paura di mettersi alla prova, quella dell’infortunio, la paura di non essere all’altezza o persino dell’avversario, ma alle volte anche del nostro allenatore e dei compagni.

Sport estremi potrebbero avere implicazioni di paura diverse come quella di cadere, scivolare ecc. insomma lo spettro di paure che possono emergere durante un’attività sportiva è davvero enorme.

Quindi dobbiamo avere paura della paura?

Ormai dovremmo aver imparato che il nostro organismo cerca sempre di proteggerci, quindi la paura è un’emozione funzionale, come tutte le altre del resto.

La paura ci aiuta ad aspettare ad agire, ci aiuta a essere cauti e a conoscere i nostri limiti o il contrario ci aiuta ad agire impulsivamente e a non pensare. Insomma un po’ tutto il contrario di tutto. La paura ci da un input e poi noi interpretiamo di conseguenza in base alla situazione di quel momento.

La paura ci aiuta ad essere cauti si, ma non possiamo rimanere sempre nella zona di comfort.

La paura è un po’ come una mamma, ti protegge e cerca di non farti cadere in errori che risulterebbero fastidiosi e pericolosi per te in quel momento, ma come tutti prima o poi dobbiamo disobbedire alla “paura” sporgerci al limite del burrone chiudere gli occhi, sentire l’aria che scorre sulla nostra pelle e infine lasciarci andare.

Nello sport la paura è un limite che va superato, e spesso è quell’incentivo che ci porta ad avere la prestazione ottimale.

Certo dobbiamo saperlo controllare e non farci sopraffare, diventando così persone coraggiose che conoscono le proprie paure e le volgono a proprio favore.

Prendiamo un esempio dal mondo dei Cinecomic.

Bruce Wayne, Batman, da giovane per vari motivi rimane terrorizzato dai pipistrelli. Da grande volge la cosa a suo favore usando il pipistrello come simbolo di terrore verso i suoi nemici.

Ecco noi dobbiamo essere il Bruce Wayne del nostro sport, dobbiamo “indossare la nostra paura” in modo che i nostri avversari la temano più di noi.

La paura in fondo è fastidiosa, ma se non lo fosse ci impedirebbe di essere cauti e di approcciarci nel modo giusto.

Tutto ciò che il nostro organismo ci propone alla fine ha un perché, dobbiamo solo cercare di capirlo e ad imparare ad usarlo.

Quindi la prossima volta che avremo paura durante la nostra attività sportiva, indossiamola come fosse un manto e scendiamo in campo pronti a “terrorizzare” i nostri avversari.

 

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