Perché in fondo siamo tutti un po’ pigri!

Settimana scorsa abbiamo affrontato l’argomento del benessere attraverso l’attività fisica ed è bene sottolineare come, per attività fisica, non si intenda per forza solo lo sport a livello agonistico, ma qualsiasi tipo di attività fisica, come la corsa o la bicicletta, o un qualsiasi sport fatto giusto per il piacere di farlo.

Purtroppo poche persone hanno una passione incontrollata per uno sport in particolare. In questo caso non ci vogliamo riferire al tifoso che non si perde una partita della propria squadra del cuore nemmeno se ci fosse il matrimonio del migliore amico, anche perché, il guardare una partita di calcio, si svolge per la maggior parte dei casi stando comodamente sdraiati sul proprio divano con magari una bibita e qualche snack da mangiare. Insomma non proprio una cosa salutare per il nostro corpo!! Piuttosto ci riferiamo a quelle persone che non perdono l’occasione di organizzare, rimanendo sempre come esempio nel calcio, partitelle con i propri amici oppure allenamenti veri e propri fatti con regolarità sapendo comunque che il sogno di giocare nella Serie A non sarà mai realizzato.

Queste persone ci sono per ogni sport, si può pensare alle varie categorie master dei diversi sport ma, purtroppo, non tutte le persone hanno questa passione per uno sport o per l’attività fisica e magari iniziano con i buoni propositi, come ogni inizio anno, per poi finire a rifare la vita di sempre trovando gli alibi più disparati!!

Ecco, per quelle persone ci vuole una spinta in più, un’organizzazione migliore della propria vita!

E cosa può essere meglio di porsi degli obiettivi da raggiungere? In questo, la psicologia dello sport ci può aiutare moltissimo!

Quando inizia a calare la motivazione, il modo migliore per porvi rimedio è quello di trovare un obiettivo da raggiungere. Ma facciamo un esempio concreto. Poniamo che ci sia una persona che decida di iniziare a correre e, dopo essersi attrezzata con scarpe e tutto l’occorrente, inizi ad uscire tre volte a settimana. Poi, dopo la terza volta, comincia a non avere più voglia perché è troppo faticoso e ripetitivo. Se vuole continuare non ha altra scelta che decidere di partecipare a una gara non competitiva, supponiamo una 5 km (al giorno d’oggi ne organizzano tantissime). Ovviamente dovrà avere l’accortezza di non sceglierla dopo un paio di settimane ma di scegliere una data a lungo termine per far sì di arrivare minimamente preparata. Da quella data, si potrà farà il percorso a ritroso fino ad arrivare al giorno della decisione per riuscire a trovare degli obiettivi intermedi indispensabili al raggiungimento di quello finale. Così ogni volta che non avrà voglia di andare a correre non penserà solamente “per una volta che non vado non succede nulla” ma arriverà a pensare al suo obiettivo finale e a tutto il piano di allenamento che dovrà modificare a causa di una una bassa motivazione.

Un ultimo consiglio è quello di crearsi un diario di allenamento per ricordarsi i propri progressi! Questo è un altro rimedio per lottare contro la pigrizia.

E ora… tutti a trovarsi un obiettivo!!

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