Una visione diversa del ruolo del genitore nell’attività sportiva dei figli

E’ luogo comune e molto ironico tra gli allenatori dire che i propri giocatori dovrebbero essere tutti “orfani”. Questa battuta è dovuta al fatto che i problemi di gestione dell’atleta, sono dati dalla presenza ingombrante del genitore che interferisce sia con le dinamiche di gara sia, spesso, anche di allenamento.

C’è un momento nella vita sportiva dei figli in cui, invece, la figura del genitore è importante non solo per l’apprendimento ma anche per i benefici che ne può trarre la relazione affettiva.

Questo avviene nei primi mesi di vita, quando, ancora completamente dipendenti dall’adulto, possono iniziare già a fare “sport”.

Nascono così attività mirate e dedicate ai bambini dai 3 mesi di vita rigorosamente accompagnati da uno o entrambe i genitori

Eccone due esempi :

NUOTO BABY: I bambini al momento del parto, lasciano la loro “culla d’acqua” dove hanno vissuto per 9 mesi per affacciarsi al mondo terrestre che li ospiterà per il resto della propria vita.

Viene da se che in questo momento l’ambiente più familiare ai neonati è l’acqua, perché lì hanno vissuto, respirato e si sono nutriti, sviluppando dei riflessi, come quello di apnea, che hanno permesso loro la sopravvivenza.

È proprio l’acqua che dà la possibilità di creare quel legame di fiducia e completo abbandono attraverso l’esperienza del nuoto baby. Questa disciplina, non è altro che un momento d’intimità, gioco, fiducia che si crea tra genitore e bimbo. Il bambino entra in acqua con uno o entrambi i genitori e attraverso le indicazioni di personale qualificato torna a vivere l’ambiente acquatico da ospite attraverso giochi, stimoli, visivi, acustici e tattili.

LITTLE GYM: si tratta di un format di psicomotricità creato da un kinesiologo americano che si rivolge a bambini dai 4 mesi ai 12 anni e si sviluppa sul principio dell’apprendimento tridimensionale:

– movimento: sviluppo delle capacità coordinative e degli schemi motori di base

– brain boost: sviluppo della capacità di ascolto, concentrazione, e capacità decisionali

– citizen kids: promuove la condivisione, il lavoro di squadra, la cooperazione e la leadership sia tra i ragazzini che tra bambini e adulti nei primi mesi di vita.

Questi sono solo due esempi di come la passione per lo sport dei genitori possa essere trasmessa in modo “sano” ai propri figli ma soprattutto come lo sport può essere condivisione di emozioni, sensazioni e tempo (visto i ritmi frenetici che la vita moderna impone!) fin da piccolissimi. Il legame che i bambini instaurano con l’adulto nei primi mesi di vita è fondamentale per lo sviluppo del carattere e della personalità, quindi per loro è importantissimo ricevere più stimoli positivi possibile. Da parte del genitore invece diventa importante condividere questo momento puramente ludico dello sport sperando che sia da esempio anche per le future tappe sportive e non dei propri figli

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