A scuola si fa ancora troppa poca attività fisica e motoria, ma spiragli di cambiamento ci sono.

“A sei anni entro a scuola e mi siedo su un banco…per ore…ma fermo non ci so stare perché sono attivo, perché, come dice Daniele Silvestri nella canzone portata a Sanremo 2019, sono “argentovivo” e quell’ aula mi sembra “una cella”.  Su quel banco fermo e in quelle aule ci devo stare per tanto tempo e se, malauguratamente, faccio troppo “casino” la maestra mi vieta l’intervallo o addirittura mi proibisce di fare ginnastica, quel momento di libertà, dove le gambe possono girare e mi aiutano a sentirmi vivo ed attivo.”

Questo è l’urlo di molti studenti che frequentano le scuole del nostro Paese in cui, ancora, non viene data la giusta dignità al movimento e all’attività fisica, considerate ancora “momenti perditempo”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il movimento come componente essenziale per garantire la salute ossea, muscolare e cardio-vascolare e consiglia almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata e/o intensa per bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni (OMS; 2011).

Numerose ricerche testimoniano come l’inserimento di break motori e sessioni di attività fisica di una certa intensità durante l’orario scolastico influenzino positivamente le prestazioni degli alunni in compiti attentivi, di memoria, di calcolo e di risoluzione di problemi, migliorando inoltre il loro rendimento (Chaddock-Heyman et al. 2013.; Castelli et al. 2011; Kamijo et al. 2011;Syväoja et al. 2014).

Come mai allora il movimento fa ancora così fatica ad essere introdotto e valorizzato nelle scuole?

Per fortuna qualche faro che illumina la notte c’è; qualche insegnante che combatte quotidianamente questa lotta esiste ed un esempio è SmuovilaScuola (http://www.icbesanainbrianza.gov.it/tag/smuovi-la-scuola/)*, una metodologia didattica innovativa che prevede l’inserimento del movimento nella routine scolastica di tutti i giorni. Inizio della giornata con un rituale di accoglienza rigorosamente sotto forma di ballo o flash mob; 3 routine motorie della durata di 10 minuti da svolgersi in aula nell’arco della giornata; gym ball, elastici e tavolette propriocettive nelle classi; pause intervallo all’aria aperte. Questa è una realtà esistente che ha avuto la fortuna di essere inserita in un progetto di ricerca condotto da Maria Chiara Crippa, Annalisa Bacca  e Manuela Cantoia, collaboratrici dello SPAEE dell’Università Cattolica di Milano, che ha dimostrato i benefici di SmuovilaScuola: i bambini che hanno partecipato alla metodologia a fine dell’anno sono risultati più soddisfatti della scuola, più in grado di autoregolarsi, più in grado di gestire le emozioni e hanno mostrato più comportamenti di aiuto verso i compagni.

Inserire e valorizzare il movimento a scuola è funzionale al benessere, non solo fisico, ma anche mentale e relazionale. Se desideriamo avere bambini felici e futuri adolescenti attivi, partiamo anche dalla scuola…perché l’aula non può essere vissuta come una cella e lo zaino non può essere una palla al piede! (Argentovivo-D.Silvestri).

*un ringraziamento particolare alle maestre Elisabetta Corti, Milena Ronchi e alla dirigente Elisabetta Biraghi per aver dato avvio al progetto e aver creduto nella sperimentazione.

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