Plushenko, lo Zar che non vuole abdicare

Evgeni Plushenko (sochimediacenter.ru)
Evgeni Plushenko (sochimediacenter.ru)

Oggi vogliamo parlare, in occasione del suo compleanno che cade proprio oggi 3 Novembre, di Evgeni Plushenko, pattinatore di figura, che è stato per ben otto volte campione nazionale, collezionando una serie di importanti vittorie e entrando nel cuore del suo paese.

Non solo semplici vittorie, ma veri e proprio record, è infatti l’unico atleta ad aver vinto tre medaglie olimpiche nel singolo maschile, da questo si capisce perfettamente il motivo del soprannome che gli è stato davvero cucito addosso: Lo zar.

Amato, anzi, amatissimo da tutto il suo paese e dai suoi abitanti Plushenko sa catturare l’attenzione in pista e fuori, ammalia il suo pubblico come pochi atleti sanno fare e i suoi fan non lo mollano, letteralmente un solo secondo.

Una carriera costellata di successi e di riconoscimenti che rimarranno nella storia e nel cuore di un paese, ma fatta anche di cadute, di operazioni e di ritiri, due per la precisione in tutta la sua vita di atleta.

Difficoltà che non l’hanno mai fermato, forse anche grazie all’appoggio e alla spinta del suo pubblico, sempre attento e pronto a sostenerlo.

Consapevole in ogni suo gesto di cosa sia lo sport, di come fare del proprio meglio e minimizzare gli errori, apparendo sempre quel campione invincibile che tutti vogliono vedere.

Conosce lo sport, è padrone di ogni salto e di ogni movimento come nessuno mai, ma sa anche di avere trent’anni e di dover combattere in qualche modo con questo dato anagrafico, che però non sembra fermarlo.

Età, operazioni complesse alla schiena non lo spingono ad un ritiro dalle competizioni, anzi, lo portano a dare il massimo e puntare sempre al livello più alto, e in questo caso parliamo della partecipazione a quella che sarà la sua quinta Olimpiade.

Sotto un’onda enorme di pressione mediatica non sembra voler deludere il suo pubblico che lo segue da anni nel suo cammino, ma la domanda che oggi vogliamo porci e a cui realmente solo lui può dare risposta è: Continua a gareggiare per suo desiderio, per incapacità di ammettere i limiti del suo fisico dopo vent’anni di competizioni,per non dare un dispiacere ai suoi fan, per continuare a cavalcare l’onda del successo?

Proviamo a rispondere dando un’ occhiata alla sua intervista più recente, in cui Evgeni parla delle sue condizioni e prospettive per il futuro. Dopo un’estate passata in Giappone con Yuzura Hanyu, a suo avviso uno dei migliori atleti in attività, ha accusato dolori alla schiena che non gli hanno permesso di allenarsi a pieno regime, ma che nonostante tutto non lo fermano dal realizzare il suo obiettivo più ambizioso, l’Olimpiade:”La mia preparazione è a lungo termine, per partecipare devo poter contare sulla piena integrità fisica, devo essere in forma e devo poter pattinare nuovi programmi con nuovi elementi di salto. Non prenderò parte a vere competizioni di questa stagione perché i problemi fisici non mi hanno consentito di preparare nuovi quadrupli. Io sono perfettamente consapevole di questa situazione e, consentitemelo, non devo provare a nessuno quello che posso o non posso fare. Ricordo come in pochi credesserero in me prima delle Olimpiadi del 2010. Nessuno riteneva che dopo una lunga pausa potessi tornare a pattinare sui livelli del passato, la stessa cosa è avvenuta nel 2014″.

Stiamo parlando di un campione fatto e finito, innanzitutto consapevole delle sue ambizioni ma soprattutto condizioni fisiche, che permettendo, nel 2018 gli lo porteranno a realizzare un record unico ed irripetibile per il pattinaggio artistico. Poter pensare già adesso di poterci arrivare è di per sè una vittoria, perchè indice di una forza mentale che lo rende capace di focalizzarsi solo ed esclusivamente sugli obiettivi, aldilà delle difficoltà e problematiche. Ripeto. Naturalmente fisico permettendo!

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