Nel calcio, recuperare la concentrazione è una delle abilità mentali più importanti, soprattutto se di ruolo fai il portiere.

L’errore dell’estremo difensore, infatti, è sotto gli occhi di tutti ed ha un incidenza sul risultato maggiore rispetto a tutti gli altri ruoli, o così spesso si crede. In realtà, ogni errore di ogni giocatore ha il proprio peso ma, nel caso del portiere, le conseguenze negative sono immediate da cogliere.

La responsabilità del portiere

Facciamo un esempio: possesso palla a centrocampo, il giocatore sbaglia un controllo e l’avversario entra in possesso del pallone. Si ha un ribaltamento di fronte ed il nostro difensore viene puntato in un uno-contro-uno, dove sbaglia il tempo di intervento e lascia lo spazio all’attaccante avversario per tirare. Il tiro non è imprendibile ma il portiere calcola male la traiettoria e la nostra squadra subisce goal. In queste situazioni, si è soliti fermarsi all’errore del portiere, colpevolizzandolo per il goal subito, senza sottolineare come, invece, ci sia stata una catena di errori che ha portato al goal.

Il mito della concentrazione

Per questo motivo il portiere è soggetto a maggiori attenzioni e, quindi, imparare a recuperare efficacemente la concentrazione può essere un valido aiuto. Ma come fare? Partiamo con lo sfatare un mito: la concentrazione non può essere mantenuta a lungo. Fisiologicamente, non siamo in grado di mantenere un alto livello di concentrazione per più di 12 minuti circa. Ora, nel calcio una partita dura 90 minuti più recupero, quindi oltre un’ora e mezzo di gioco, è quindi impossibile mantenere la concentrazione per la durata di tutto il match. Come fare? Si tratta di cambiare prospettiva, accettando il fatto che la concentrazione sia un flusso con i relativi cali e picchi, ed imparare a recuperarla!

Recuperare la concentrazione: come fare

Esattamente, si tratta di imparare a recuperarla. Ognuno di noi ha la propria modalità ma, per cominciare a vedere gli effetti di un lavoro sulla concentrazione, bisogna prima saper riconoscere i propri segnali di deconcentrazione. Cosa facciamo quando siamo deconcentrati? Il portiere vive gran parte della partita lontano dall’azione di gioco, lontano da compagni ed avversari. Come fare ad essere pronti quando si viene chiamati in causa? Imparando a riconoscere i propri segnali di deconcentrazione: chi comincia a pensare al risultato, chi abbassa la testa e si guarda le scarpe, chi smette di parlare ed incitare i compagni, ognuno ha il proprio campanello di allarme. Si tratta di riconoscerlo e farlo diventare un segnale per recuperare la concentrazione. La catena dei pensieri dovrebbe essere più o meno così: mi distraggo – riconosco il mio segnale di distrazione – prendo consapevolezza di non essere concentrato – riporto l’attenzione su ciò che è importante in quel momento.

Naturalmente, questa è solo la base per imparare a recuperare efficacemente la concentrazione. Esistono molte tecniche e strategie, da costruire insieme, che ci permettono di recuperare la concentrazione. In questo caso, un lavoro di mental training ben fatto può dare una grossa mano. 

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