Ma possibile che non mi capisci?

“Ma è possibile che non mi capisci??”

Quante volte abbiamo pensato o detto questa frase? Quante volte ci siamo arresi di fronte al fallimento del messaggio comunicativo? “Sì, ma la colpa è sua, non capisce!”. Ecco, nel corso “Comunicare e motivare nello sport” partiremo proprio da questo assunto, etichettandolo come un alibi. Alibi che, naturalmente, esiste. Gli alibi sono qualcosa di reale, non per forza frutto della nostra immaginazione, ma non ci permettono di evolvere. Se io mi accomodo sull’alibi realmente esistente, mi arrendo. Smetto di lottare per rendere efficace la mia comunicazione e mi siedo, tranquillo, nascosto dietro un bell’alibi. Nel nostro corso, che partirà il 13 novembre, smonteremo questa nostra tendenza, destrutturandola per arrivare ad una delle parole chiave della comunicazione efficace: la responsabilità. Esatto, la comunicazione efficace prevede l’assunzione di responsabilità. Non possiamo più nasconderci dietro la frase “non mi capite”, ma dobbiamo al contrario partire dall’idea che, evidentemente, ci siamo espressi male. È un cambio netto di prospettiva, significa mettersi in discussione, osservarsi costantemente, valutare la propria comunicazione sulla base dei feedback e non a prescindere. Ecco, la comunicazione è efficace quando chi ha in mano la responsabilità educativa decide di assumersela. Responsabile significa avere la forza di modularsi sulla base del contesto, modificandosi costantemente per ottenere l’obiettivo desiderato. Responsabile significa voler fare fatica, essendo ben consapevole di come nella comunicazione nulla possa essere dato per scontato e che gli unici elementi su cui posso lavorare sono quelli che dipendono da me. 

Ma questo non basta, l’assunzione di responsabilità è solo una parte degli aspetti fondamentali della comunicazione efficace. Essere inseriti in un contesto relazionale prevede una buona dose di empatia da parte del comunicatore. Senza empatia, non vi può essere comunicazione efficace. Empatia intesa come la capacità di cogliere le emozioni altrui e di sapersi relazionare con esse. Sulla falsa riga dell’intelligenza emotiva di Goleman, il comunicatore efficace deve essere in grado innanzitutto di osservarsi, imparando a riconoscere le proprie emozioni ed a gestirle, per poi portare il focus attentivo all’esterno, alle emozioni delle altre persone, imparando a riconoscerle ed a relazionarsi efficacemente. Senza empatia, la comunicazione si infrange, fallendo di fronte a schemi predefiniti ed ormai inefficaci.

Per tutti questi motivi,  possiamo affermare che comunicare efficacemente significa uscire dalla nostra zona di comfort, spogliarsi di ogni alibi ed affrontare attivamente ogni sfida. Significa sfruttare le emozioni a vantaggio della comunicazione, muovendosi con attenzione nel campo emotivo di ogni relazione. 

Si tratta di un percorso lungo ed impegnativo, dal quale però non si può prescindere se si vuole ottenere il massimo in ogni contesto. Mentesport organizza un corso dedicato proprio a questo: “Comunicare e motivare nello sport” – Clicca qui per maggiori informazioni!

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