Come posso aiutare mia figlia in difficoltà?

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Buongiorno,

Sono la mamma di una ragazza di 16 anni che gioca a pallavolo, mia figlia ha cambiato quest’anno squadra andando in una più forte e la vedo che è molto stanca (ha fatto anche le analisi del sangue ma è tutto nella norma). L’anno scorso la vedevo più riposata ed era tra le più brave, mentre quest’anno no. Le ho anche detto che se non ce la fa può anche saltare degli allenamenti ma lei non vuole.

Cosa posso fare come mamma per aiutarla?

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Gentilissima,

Grazie per averci scritto. Questa è una domanda che tutti i genitori si fanno quando vedono i propri figli in difficoltà, cosa posso fare io genitore per far star meglio mia figlia?

La premessa generica è che, come tutte le persone, anche sua figlia sta passando un momento faticoso rispetto ad altri e che sono inevitabili nell’arco della vita, quindi sicuramente riuscirà ad uscire da questo periodo più forte di prima. Bisogna avere un po’ di pazienza anche se come genitore si è disposti a fare qualsiasi cosa pur di non vederli soffrire.

Sicuramente il cambio squadra ha portato con sé tutta una serie di conseguenze. Probabilmente gli allenamenti sono più stancanti (magari si allena anche più frequentemente). Altra cosa importante è che, mentre prima era tra le migliori e quindi non aveva altre come stimolo per migliorarsi ma solo se stessa, ora si allena con atlete più forti di lei e quindi l’intensità del suo allenamento potrebbe essere notevolmente aumentato.

Bisognerebbe capire anche come sua figlia vive questo confronto e quanto richiede a se stessa, se una persona si pone degli standard troppo alti magari puó finire per fare troppa fatica a raggiungerli. Bisogna anche godersi i piccoli traguardi e darsi il tempo per ricaricarsi in modo da essere di nuovo pronte per superare i propri limiti.

Ma a parte tutto questo, per rispondere alla sua domanda io le chiedo: qual è il ruolo del genitore? Non è forse quello di sostenere il figlio nelle sue scelte e nel farlo sentire amato e accettato per quello che è? Quindi lei non deve far altro che far sapere a sua figlia che la mamma c’è in ogni caso e che la supporta nelle sue scelte e nel suo percorso di crescita e che, per lei, sua figlia ha valore non in base ai risultati che raggiunge ma per il fatto stesso di essere sua figlia.

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