(Fonte immagine: Youtube)

 

Calcio italiano” e “avanguardia”: un’associazione di idee quantomeno poco usuale. Eppure parlando di tecnologia bisogna constatare con piacere che la Serie A ha bruciato la concorrenza diventando, insieme alla Bundesliga tedesca, il primo campionato a introdurre la Var. Dalla prima giornata di questo campionato gli arbitri possono essere assistiti da accurati replay per le decisioni più delicate: gol da annullare, calci di rigore, espulsioni e scambi di persona. Serie A e Bundesliga sono protagoniste di una fase sperimentale cominciata il 13 agosto 2016 nella partita fra le squadre riserve di New York Red Bulls e Orlando City, un percorso che porterà dritti dritti al Mondiale della prossima estate.

Dopo 12 giornate il bilancio su questa importantissima novità non può che essere positivo. Certo, gli aspetti negativi non mancano, ma sono più che accettabili se paragonati agli indubbi benefici portati dalla Var. Partendo dai primi, se la quantità di tempo impiegata dalla squadra arbitrale per decidere può sicuramente essere limata con l’esperienza e l’oliatura dei meccanismi, rimane un po’ di rammarico per il limbo in cui si vengono a trovare i tifosi nei secondi successivi a un gol realizzato dalla loro squadra. Fino all’anno scorso bastava una rapidissima occhiata al guardalinee per capire se fosse in agguato l’annullamento della rete, ora invece può capitare di vedere l’arbitro dirigersi tranquillamente verso il centro del campo e poi, decine di secondi dopo, decidere di andare al monitor a verificare l’effettiva validità del gol. Ma cos’è questo davanti a decisioni più giuste e sicure? Cos’è questo davanti a risultati più oggettivi, meno viziati da errori arbitrali? Se si escludono i ridicoli piagnistei di Montella dopo la sacrosanta espulsione di Bonucci in Milan-Genoa e soprattutto gli strali di Allegri dopo Atalanta-Juventus si può dire con certezza che tanto in campo quanto nelle trasmissioni sportive si parli meno di torti arbitrali e più di calcio giocato. Proprio le proteste di Allegri dello scorso ottobre hanno spinto Roberto Rosetti, ex arbitro e attuale responsabile del progetto Var, a rilasciare un’intervista a difesa della nuova tecnologia. Dati alla mano sono molti gli aspetti virtuosi: meno falli di gioco, meno cartellini, tempo effettivo di gioco più lungo (anche se solo di un minuto) e soprattutto 3 errori gravi a giornata evitati.

Il percorso è tracciato e rappresenta il futuro del calcio internazionale. Quello che più rende orgogliosi è che l’Italia ha un ruolo predominante nel perfezionamento della più grande novità degli ultimi trent’anni, e soprattutto che sta onorando in modo quasi impeccabile il suo compito. Diversamente si può dire della Germania, che fin da subito ha avuto grossi problemi con la nuova tecnologia: è di pochi giorni fa la notizia che Helmut Krug, capo della Var, è stato rimosso dal suo incarico. Le voci sussurrano di possibili favoritismi alla sua squadra del cuore, l’ufficialità smentisce questa versioni dei fatti, ma come spesso accade nel calcio Italia batte Germania.

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