Quando il tifo è follia

TargaHeysel

Ricordare per non dimenticare, quella di oggi però è una ricorrenza tutt’altro che felice, trent’anni fa, il 29 maggio del 1985, il buio ha coperto lo sport.

La giornata, in principio una come le altre,  che vedeva contrapposte due grandi squadra Juventus e Liverpool, nella coppa campioni giocata alla stadio Heysel, presto si è trasformata in un incubo, che ha colpito irrimediabilmente il mondo dello sport.

Un tifo, che non è definibile tale, ha inferto una ferita ancora aperta a tutti coloro che vivono con passione a amore uno sport, come quella del calcio. I tifosi del Liverpool, che ancora oggi sono conosciuti per la loro violenza, hanno spinto e bloccato i tifosi italiani contro un muro, i quali per ripararsi da tanta foga, si sono ammassati l’uno sull’altro, trovando così una morte ingiusta, dopo il crollo di questo muro. Trentanove morti a causa di tifosi, che vedono negli avversari solo nei nemici, che conoscono solo questo lato negativo dello sport, o meglio che non sanno cosa sia davvero avere l’amore per un’attività sportiva.

 Il tutto senza che la partita si fermasse, i giocatori forse ignari del terribile accaduto, hanno portato avanti la partita, esultando per la vittoria finale della Juventus, che ha conquistato una coppa, che però non sente davvero sua.

Una giornata forse troppo poco fissa nella memoria di tutti, dato che ancora oggi la violenza negli stadi è un fenomeno al quale si fatica a mettere fine. Una data che non segna una vittoria, ma una grande sconfitta per il mondo del calcio e dello sport, che ha visto trasformarsi la passione in follia.

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