Quando nella propria vita non esiste altro che lo sport

Grey's Anatomy - Quando esiste solo lo sport

Nell’articolo di questa settimana vogliamo parlare di una puntata della nota serie televisiva “Grey’s Anatomy”. Nello specifico, ciò che ci ha colpito è un dialogo tra una ragazza di tredici anni, operata per un problema alle anche, ed il medico. Per riassumere brevemente, la ragazza dovrebbe ricominciare a camminare, ma si oppone con tutte le sue forze anche solo ad alzarsi dal letto. Ciò che la spinge a non collaborare è il fatto di non poter più praticare la sua amata ginnastica artistica, in quanto troppo pericolosa per le sue ormai fragilissime anche. Se, visto da fuori, il comportamento della ragazza parrebbe insensato, ciò che lei dice al medico lo riempie di senso, condivisibile o meno. Per lei infatti quanto è avvenuto è una tragedia dalla quale è impossibile uscire. Per lei il suo sport era diventato la sua vita, ogni giorno si allenava, ogni giorno pensava solo alla palestra, ogni giorno sua madre faceva i doppi turni a lavoro per riuscire a permettersi tutto ciò…insomma, ogni giorno era dedicato, testa, corpo e cuore, alla ginnastica artistica, senza lasciare spazio alla scuola, alle amicizie, allo svago o a qualsiasi altra cosa!. Per certi versi, a volte siamo portati a pensare: “Che forza di volontà questa ragazza!” oppure “che bravi i genitori che si sacrificano per i propri figli”, e questo è indubbiamente vero…ma c’è dell’altro! Proprio in questa puntata (l’abbiamo scelta per questo motivo) viene fuori l’altra faccia della medaglia. Emerge una ragazza crudele con il suo medico perché lei era un talento e già si riusciva ad immaginare alle olimpiadi, mentre lui una povera persona qualunque che non potrà mai capire la situazione. Forse, allora, bisognerebbe riuscire ad intervenire prima che la situazione assuma queste sfaccettature, prima che una persona si possa ritrovare senza più niente da dire alla vita, perché la sua vita coincideva solo e unicamente con il suo sport. Quando lavoriamo con i ragazzi o bambini dei vari settori giovanili, portiamo spesso questo esempio (preso in prestito da una collega): la vita è come una bella fetta di torta e, come ogni torta che si rispetti, è composta da diverse fette. Se siamo in grado di avere molte “fette” nella nostra torta, allora saremo in grado di andare sempre avanti perché, se una “fetta” quel giorno non funziona, ne avremo sempre altre a disposizione. Ma come si crea questa “torta”? Senza ombra di dubbio, in questo i genitori e le figure di riferimento rivestono un ruolo davvero importante. Spesso infatti, di fronte a situazioni come quella del filmato, si potrebbe pensare che i ragazzi siano spinti da aspettative allettanti e che rifiutare sarebbe sciocco. Non si parla di rifiutare infatti, ma di insegnare l’importanza della varietà, della capacità di non focalizzarsi solo su un aspetto della vita, ma di spaziare. Indubbiamente, ci sono dei rischi nel caricare a livello emotivo, motivazionale e cognitivo i bambini!

…Proprio per questo, non ci stancheremo mai di ripeterlo, lo Sport dovrebbe essere principalmente vissuto come un piacere e un divertimento almeno fino all’adolescenza, altrimenti si corre il rischio di vedere bambini adultizzati con una vita iper-organizzata che, prima o poi, abbandoneranno lo sport e, con esso, il gusto di impegnarsi in un divertimento!

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