Razionalità e istinto: due facce della stessa medaglia

Non è raro che nella vita quotidiana ci si ritrovi a dover fare i conti con situazioni che mettono a dura prova la nostra capacità di scegliere. Quando si è indecisi tra due alternative, talvolta capita di chiedersi: “Cosa faccio? Agisco di istinto o ci ragiono su?”. In realtà, razionalità ed emozione non sono due entità separate, ma due facce della stessa medaglia.

Storicamente emozione e pensiero sono state osservate e studiate distintamente e, solo in tempi più recenti, sono state considerate insieme nel tentativo di osservare l’influenza dell’una sull’altra. Importanti in questo campo sono state sicuramente le cosiddette Appraisal Theories che hanno dimostrato come l’emozione sia una reazione a breve termine ad uno stimolo o ad un evento, interno o esterno, che ogni persona valuta in base ad una serie di dimensioni. L’emozione diventa quindi un meccanismo in continua evoluzione, che permette all’individuo di adattarsi alle situazioni che la quotidianità gli propone.

Secondo queste teorie, l’emozione sarebbe responsabile di cinque funzioni essenziali per l’uomo:

  1. Valutare l’evento (componente cognitiva);
  2. Raccogliere le risorse di energia per intraprendere un’azione (componente di regolazione interna);
  3. Pianificare, prendere decisioni e prepararsi all’azione (componente motivazionale);
  4. Reagire all’evento (componente motoria);
  5. Vissuto soggettivo.

Prendiamo un esempio. Ricordate la sensazione di essere chiamati per sostenere un’interrogazione a scuola? Ogni volta che il professore pronunciava il vostro nome improvvisamente una serie di domande si succedeva nella vostra testa: “Avrò studiato abbastanza?”, “Voglio prendere un bel voto all’interrogazione oppure non mi interessa?”.

La risposta a questi interrogativi può scatenare differenti reazioni: ad esempio, quando si crede di essere impreparati, ma si vorrebbe prendere un bel voto, l’evento-interrogazione diventa un “pericolo” e, di conseguenza, molto probabilmente il cuore inizia a battere più velocemente e si avvertono sensazioni di ansia e paura. Ciò che è appena accaduto è la valutazione di una situazione: dapprima sulla base delle percezioni delle proprie capacità e poi in relazione alle proprie motivazioni. Successivamente il risultato dell’analisi comporterà dei cambiamenti a livello della regolazione interna e dell’espressione motoria.

La valutazione di un evento si basa su una serie di passaggi:                 

  1. Determinare la rilevanza dell’evento: “Quanto è importante per me quello che sta succedendo?”. In questo modo si avvia un’analisi dettagliata dell’informazione che considera la novità, la piacevolezza e la rilevanza dell’evento in relazione ai propri obiettivi;
  2. Determinare le implicazioni della situazione per la sopravvivenza: “Questo evento influenzerà il mio benessere e i miei obiettivi?”;
  3. Definire la capacità che si possiede di affrontare la situazione: “Sono capace di far fronte alle conseguenze di quello che sta succedendo?”. Si fa qui riferimento al coping potenziale cioè alle strategie mentali e comportamentali che si è capaci di attuare per fronteggiare una situazione. In particolare, nel caso delle emozioni, le strategie di coping puntano a ridurre i fattori che accompagnano una situazione stressante, ad esempio cercando conforto in un amico;
  4. Valutare il significato dell’evento in relazione alla cultura: “Qual è il significato di ciò che mi succede rispetto all’idea che ho di me e alle norme sociali?”. Questo passaggio ha una grande importanza perché le nostre reazioni sono influenzate anche dalle valutazioni di chi ci sta attorno.

Come visto, razionalità ed istinto sono di fatto due facce di una stessa medaglia. I processi che, anche inconsciamente, mettiamo in atto quando ci troviamo davanti ad un determinato evento, generano una valutazione della situazione e provocano una successiva reazione emotiva. Così, quindi, si può dire che l’emozione è la reazione immediata che si scatena dalla valutazione di un dato evento.

Francesca Sole D’Alessandro e Rossella Digilio

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