Come affrontiamo gli eventi che ci accadono? J. Zanetti e la forza di guardare sempre al traguardo

ZanettiQuesta settimana avremmo dovuto parlare di tutt’altro poi, girando su internet, abbiamo trovato una notizia che ci ha colpito ed abbiamo deciso di cambiare completamente l’argomento! La notizia in questione riguarda una dichiarazione di Javier Zanetti, capitano dell’Inter e simbolo di professionismo e passione. Il giocatore, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo al suo infortunio, dichiara che “la cosa positiva è che manca meno al mio rientro” (notare che il capitano dell’Inter è prossimo ai quarant’anni e che un infortunio del genere a quell’età  tendenzialmente mette la parola fine alla carriera).

Perché vogliamo parlare di questo? Molti potrebbero vederlo come un’illusione, un tentativo di rimanere attaccato a un sogno difficilmente realizzabile. Noi invece crediamo che il significato di questa frase, pronunciata da Zanetti, vada in tutt’altra direzione. Quando ci accadono le cose, possiamo reagire in diversi modi. Ad esempio, studi sulle emozioni dimostrano che davanti ad una minaccia, reagiamo mettendo in atto tre tipologie di comportamento:

  • Fight (combattere)
  • Flight (fuggire)
  • Freezing (immobilizzarsi)

Ciò significa, naturalmente, che persone diverse metteranno in atto comportamenti diversi in situazioni differenti. Ma il comportamento non basta a spiegare la differenza individuale! Dietro al comportamento c’è sempre (o ci dovrebbe essere!) il pensiero. In questo caso il pensiero possiamo vederlo come la forma mentis, il nostro modo personale di mentalizzare gli eventi e questa nostra modalità influenza notevolmente sia il comportamento che gli esiti di esso sul mondo. Perciò, ritornando a ciò che è accaduto al capitano dell’Inter, Zanetti avrebbe potuto reagire in due modi molto diversi tra loro: rimanere nel passato o proiettarsi nel futuro, e quello che ha fatto è stato proiettarsi nel futuro. Essere proiettati positivamente nel futuro significa accogliere gli eventi negativi come ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo. Se non ci focalizziamo sull’ostacolo ma sull’obiettivo da raggiungere, avremo molte più possibilità di ottenerlo; se invece il nostro focus attentivo fosse totalmente incentrato sull’ostacolo, non riusciremmo nemmeno a vedere il traguardo, l’obiettivo che vorremmo raggiungere. Per questo riteniamo che Javier Zanetti, esempio di lavoro e di impegno, abbia voluto dare questo significato alla sua frase, lui che ha lavorato per anni senza ottenere risultati in termini di premiazioni e non per questo si è arreso, arrivando così a vincere tutto con la maglia della sua squadra.

Il consiglio che possiamo quindi darvi è di non concentrarsi mai solo e unicamente sull’ostacolo, ma di avere sempre un occhio teso all’obiettivo, così che tutti gli ostacoli possano essere semplicemente parte del percorso che porta al traguardo!

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