Rewind…un sogno diventato realtà!

10 agosto. Notte di San Lorenzo. Il nostro camper viaggia in direzione Padova e Sandro alla guida rende tutto cosi sicuro e leggero, si perchè Sandro, in sette giorni, ha riassunto quello che un rapporto d’amicizia dovrebbe essere: sincero! Ci conosciamo da poco (4 mesi in realtà, pochissimo!) e sembriamo amici da una vita. Parliamo la stessa lingua, quella dei sogni che vorremmo realizzare ed è un attimo capirsi. Io ho realizzato il mio e ora è il suo turno: conquistare il primato del Mondo (downhill) di velocità sui pattini in linea! Sandro mi ha messo a disposizione uno dei beni più preziosi, il proprio tempo, pur essendo una persona piena di impegni lavorativi e non so più in che modo dirgli grazie. E’ la notte delle stelle cadenti…quando se ne vede una, si esprime un desiderio nella speranza che si avveri… io non guardo fuori perchè i miei desideri già si sono realizzati. Ho portato a termine, o meglio, ho mantenuto una promessa lunga 12 anni. L’ho fatto attraverso l’impegno, non solo mio, ma di tante persone che si sono messe a disposizione unite nella solidarietà e nello sport. Non ho vinto un titolo, non sono arrivato primo, ho soltanto voluto constatare che la volontà di raggiungere un obiettivo va oltre qualsiasi ostacolo. Mi sono fatto carico della voglia di vivere di centinaia di malati oncologici autofinanziando l’impegno promesso con lo sforzo fisico che mai avrei pensato di provare su una bicicletta.


Porterò per sempre con me immagini che rimarranno indelebili
: l’arrivo a Cesena dopo 170 km con altri 750 partecipanti ad una gara ciclistica quando partendo alle 4 del mattino da Padova ho provato l’emozione di portare la notte ad incontrare il giorno; la seconda tappa prolungata di 40 km (sui 140 già previsti) pur di percorrere strade in salita con panorami mozzafiato sul mare; l’arrivo a Pescara con un gruppo di amici che mi corrono incontro dopo la mia pedalata di 120 km; l’arrivo al parco di Riesis con l’accoglienza di ragazzi con la sindrome di down che mi emozionano quando mi raccontato di tutto ciò che svolgono all’interno del parco; Barletta con l’esplosività di Mariella e di decine di barlettani che mi fanno sentire uno di casa e mi fanno capire quanto la fatica non sia mai sprecata; la tappa più corta verso Matera dove, per mancanza di posteggi per il nostro camper, ci costringe a percorrere ulteriori 50 km più in giù, verso il Metaponto, annullando di fatto la nomea di mini tappa con i suoi 130 km; l’emozione dell’arrivo a Rossano (dopo soli 60 km a causa dei divieti per le bici sull’unica strada che porta li) scortato da moto e auto dei vigili che al mio arrivo fanno suonare la sirena. Rossano mi regala un invito a visitare il reparto di oncologia ristrutturato privatamente da Ranieri e dai medici che vi operano, come lo stacanovista dottor Iuliano. Infine, a chiudere le emozioni di questa avventura, c’è l’arrivo a Soverato, paese che ha dato i natali a Savina Aversa, la principale “colpevole” della mia sfida, dove l’accoglienza delle persone mi fa dimenticare i 170 km appena percorsi. La piazza è gremita di conoscenti, medici, parenti, ex compagni di classe venuti ad incontrarmi e ad ascoltare,con microfono alla mano, la mia storia e la grandezza di questa donna straordinaria .

Sono una persona felice! Ho fatto in modo che il mio desiderio si avverasse volgendo sempre uno sguardo al cielo per chiedere a Savina un aiuto particolare. Mi auguro che in futuro ci sia ancora un pazzo che parte in bicicletta  per percorrere 1100 km nel tentativo di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro, perchè è questo il messaggio che deve arrivare. Se ci si limita a  parlare non si va da nessuna parte. Mi auguro che non si crei una sfida per rendere memoria a chi ogni giorno battaglia nei corridoi di un ospedale come in trincea ma che si festeggi per ogni successo ottenuto. Ho chiuso un cerchio, come dico spesso, ma sono pronto ad aiutare la ricerca perchè nessuno in futuro possa avere un cerchio da aprire con il famigerato cancro.


Desidero ora ringraziare gli sponsor che hanno contribuito fortemente alla realizzazione di tutto questo: Ment&Sport, +WATT, Dare2b, Daniele Montigiani, Sandro Bovo, DMT, Mcipollini, la società ciclistica Amici dello Sport Granze per la quale sono iscritto e lo I.O.V. che, con il su direttore Marketing Bruno Bandoli, mi ha dato la possibilità di fare conoscere fuori regione questa splendida realtà che opera nei confronti dei malati oncologici  .

E’ stata un avventura straordinaria! Grazie a tutti coloro che hanno letto il blog sul sito Ment&sport, grazie a chi ha commentato, a chi ha messo un mi “mi piace” o ha ritwittato sui social dandoci la possibilità di diffondere quanto stava accadendo e di percepire la vostra presenza e vicinanza!

 

 

Alla prossima sfida!!

Daniele Luppari

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