Sacrifici nello sport: perchè ne vale la pena

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Questo filmato sulle prossime olimpiadi offre la possibilità di riflettere su cosa significhi fare sacrifici nel mondo dello sport. Noi vediamo solo il risultato, vediamo la parte bella, la “discesa”. Vediamo un atleta ormai di alto livello, circondato da pubblico , allenatori, flash, lo vediamo rammaricarsi per un qualcosa andato storto e pensiamo “fossero questi i problemi nella vita” oppure “con i soldi che ha dovrebbe sempre sorridere”  ed altri pensieri di questo tipo. Noi vediamo solo la punta di un iceberg fatto sì di soddisfazioni e gioie, ma, spesso, anche di sacrifici e pensieri di rinuncia.

Fare sport ad alto livello non è un gioco, fare sport per arrivare ad un alto livello non è affatto un gioco! Allora perché dei bambini, dei ragazzi rinunciano (di loro spontanea volontà, non intendiamo parlare ora di tutte quelle situazioni in cui il bambino si trova “costretto”  a praticare un determinato sport per via delle aspettative, spesso implicite ma fortissime, di genitori, allenatori, ecc.) alle serate con gli amici, si svegliano due ore prima dell’orario scolastico per andare ad allenarsi in una vasca quando fuori ci sono 3 gradi, si ritrovano a fare i compiti in pullman per raggiungere i luogo dell’allenamento? Perché dei bambini rinunciano a molta parte del divertimento tipico della loro età? L’unica risposta che mi so dare è: per la PASSIONE.

Passione e motivazione. Si può affermare (salvo alcuni rarissimi casi, vedi Andre Agassi) che la principale spinta alla perseveranza ed all’impegno in un determinato sport sia la passione, e la passione alimenta la motivazione. Più ami ciò che fai, più impegni energie fisiche e mentali nel farlo, trasformando tutto ciò in un circolo virtuoso dove anche i sacrifici, seppur vissuti con enorme fatica, assumono un significato: fatico, perché amo ciò che faccio. Ne vale la pena. È questo quello che pensa un bambino che si deve svegliare alle 5 tutte le mattine mentre i suoi compagni di scuola si svegliano alle 7. Ne vale la pena perché quando sono in acqua, sono dove dovrei essere. Ne vale la pena perché quando metto il primo piede in campo, mi sento a casa mia. Ne vale la pena perché il rumore dei miei piedi sulla pista è il suono più bello del mondo. Ne vale la pena, lo voglio fare.

Volerlo fare, ciò auguriamo a tutti gli sportivi di questo mondo, voler fare il loro sport. Volerlo, a tutti i costi, al costo di sacrificare tempo, fatica, energie. Volere in questo caso significa farsi trasportare dalla passione, dall’amore (perché di amore si tratta) per il proprio sport, senza pensare che ciò porti al successo perché, se si fa sport con passione, il successo è l’attività in sé, mentre i risultati sono solo una conseguenza.

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