Scherma

La scherma, uno degli sport più interessanti ma controversi di sempre. Quando arriva il momento di far scegliere lo sport ai propri figli, si guarda prevalentemente allo sviluppo fisico e si tendono magari a prediligere sport simmetrici (come il nuoto, la corsa), cioè sport che sviluppano in egual modo la parte destra e la parte sinistra del corpo. Poco si tiene in considerazione invece l’aspetto mentale dei vari sport, anche quelli asimmetrici come la scherma, il tennis, il golf. (Ai quali, per sopperire al lavoro asimmetrico, si può accompagnare un percorso di preparazione atletica).

Nella scherma l’aspetto mentale è molto sviluppato. Stando in pedana si impara ad incanalare i propri istinti e controllare i propri movimenti ma seguendo regole precise per arrivare a “mettere la stoccata”, cioè fare punto. Si sviluppa notevolmente la fantasia e la creatività, poiché bisogna essere in grado di trovare velocemente soluzioni, in un continuo adattamento alle mosse dell’avversario. Si sviluppa una costanza e una perseveranza senza eguali, alla ricerca del gesto tecnico perfetto e senza sbavature.

Dal punto di vista invece più fisico, ci sono aspetti più legati allo sviluppo motorio come la coordinazione, la reattività, riflessi pronti. A questo proposito Alberto Franchini (istruttore nazionale di scherma), dice: “Il beneficio più grande che mi ha dato la scherma è sicuramente avere dei riflessi prontissimi e una velocissima capacità di reazione. Me ne accorgo nitidamente stando alla guida: vedo le cose prima degli altri, quell’ attimo prima che mi consente di agire di conseguenza e salvarmi la vita”. Anche dal punto di vista affettivo la scherma apporta dei vantaggi: il rapporto con il proprio maestro è molto speciale, egli non é un allenatore normale. Lezione dopo lezione, la complicità tra maestro e allievo cresce sempre di più, fino a quasi farli diventare una persona sola. La scherma é uno sport di opposizione che ha origine molto antiche. É l’arte del “colpire senza essere colpiti“.

Il fatto quindi di trovarsi, facendo scherma, immersi in un duello, ha delle importanti ripercussioni a livello psicologico, nonostante al giorno d’oggi si tratti di una scherma sportiva e non ci sia in gioco la propria vita. Bisogna avere coraggio, per fare scherma. Bisogna saper accettare le sfide, e le vittorie, e le sconfitte. Bisogna saper rispettare l’avversario, chiunque egli sia. Che sia alto, basso, magro, grasso, intelligente o stupido. Perché, in fondo, in pedana, si combatte sempre alla pari.

Carlotta Gottardelli

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