Sciatrice o…rock star?

Vince, e lo fa con un certo stile, Tina Maze, la sciatrice slovena si è appena aggiudicata il titolo di campionessa mondiale di discesa libera e combinata, insieme all’argento in SuperG.

Il bello è che questo successo non stupisce, o meglio era una conquista che solo lei poteva portare a termine, una vera campionessa, fuoriclasse nel suo sport, che ama e vive con passione. Dopo l’oro alle Olimpiadi invernali di Sochi l’esperienza di Vail/Beaver Creek porta nuovi successi, che consacrano così la Maze.

Un percorso, come tutti quelli dei grandi campioni segnato da momenti difficili, come quello del 2012 quando la delegazione svizzera presentò un ricorso contro la sua sotto tuta, giudicata irregolare, perchè in grado di darle un vantaggio. Un episodio che si è concluso con una piccola rivincita della Maze, che nella gara successiva ha slacciato al tuta e mostrato alle telecamere un reggiseno con la scritta “Non sono affari vostri”. In effetti il ricorso non era stato accolto e la Maze non era stata squalificata.

Ma non è solo questo episodio, fuori dalle regole, che ha caratterizzato la carriera sempre in ascesa della sciatrice, spesso la si vede esultare sulle piste dopo una vittoria brandendo gli sci come se fossero una chitarra elettrica. Si diverte, e forse è proprio questa la componente fondamentale per arrivare ad essere dei campioni. Lo sport è impegno e sacrificio, ma anche e soprattutto gioia e divertimento. Questo ingrediente non può mancare, è il quid che fa la differenza.

Non immaginiamoci però la Maze solo come una scatenata, che imita i grandi cantanti sul palco, lei è una che lavora sodo, che punta alla perfezione, con l’aiuto prezioso del suo manager e fidanzato Andrea Massi, che la accompagna in questo percorso dal 2008.

Grande impegno e un team capace di seguirla e guidarla, ecco il mix che ha portato la Maze a diventare la grande campionessa che è oggi, insieme ovviamente alla sua innata bravura e voglia di arrivare in alto. E sta dimostrando di potercela fare! Certo è bello vedere un’atleta completa, sotto pressione in grado ancora di divertirsi e di vedere lo sport non solo come un impegno, ma anche come un momento in cui è possibile tirare fuori la propria personalità, anche se eccentrica e un po’ folle. Insomma genio e sregolatezza, nelle giuste dosi, sono davvero un duetto perfetto.

 

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