Si corre in Malesia ricordando “Super Sic”, che poteva diventare l’erede di Valentino

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“Diobò, che bello!”. Era con questa frase che Marco Simoncelli, da tutti noto come il “Sic”o “SuperSic”, esultava per le vittorie e gioiva anche per le cose più semplici. Un ragazzo semplice, genuino, un motociclista simpatico a tutti nel paddock e amato dai tifosi anche per la somiglianza con Valentino Rossi, il suo idolo.

Venerdì 23 ottobre ricorre l’anniversario della sua morte avvenuta nel penultimo gp di Sepang (Malesia) del 2011 a soli 24 anni. Proprio a Sepang, nel weekend che arriva, si correrà quest’anno la penultima tappa di un mondiale di MotoGP fantastico che vede Vale Rossi giocarsi il suo decimo titolo mondiale con il rivale Jorge Lorenzo.

Simoncelli, il 23 ottobre del 2011 perse la vita sbandando e scivolando alla curva 11 del secondo giro della gara: una caduta che lo sbalzò dalla sella della sua Honda HRC del Team Gresini e che gli risultò fatale, investito involontariamente proprio dal suo idolo Valentino e da Colin Edwards. I piloti della MotoGP lo commemorarono nell’ultimo Gp di Valencia del motomondiale 2011 correndo con il numero 58, quello indossato dal Sic, e facendo un giro in suo onore: quel giorno l’amico Loris Capirossi (nell’ultimo gp prima del ritiro) decise di correre proprio con il numero 58.

Il Sic era un pilota noto per essere fenomenale sul bagnato e molto estroverso come persona. Amava la vita e le corse in moto più di ogni altra cosa e, da buon romagnolo, parlava in modo molto simile a Valentino Rossi (marchigiano, ma di Tavullia al confine con la Romagna terra di campioni di moto): campione del mondo 2008 in 250, nel 2010 il salto in MotoGP dove ottenne grandi soddisfazioni e un secondo posto in Australia, a Phillip Island, miglior risultato nella classe regina. Talento puro, sarebbe potuto diventare davvero l’erede di Valentino Rossi, simile a lui in tante cose. Invece, il destino ha voluto diversamente. Ma di Sic (a cui è stata intitolata la pista di Misano Adriatico) rimarrà il sorriso, l’estro, la semplicità di un ragazzo umile e pieno di vita.

Così lo vogliamo ricordare: un esempio per i giovani che credono in un sogno…lui voleva diventare campione del mondo di moto (e ce l’ha fatta nel 2008) ed essere forte come e più di Valentino e solo un tragico evento (che può accadere nelle corse motoristiche) gli ha impedito di raggiungere e magari superare i trionfi ottenuti dal suo mito. Ma Il 30 maggio 2014 il Sic è stato inserito nella Hall of Fame del motociclismo, ricevendo il riconoscimento postumo di MotoGP Legend. Un riconoscimento dovuto, che rende onore a tutto quel che Sic ha dato e alle emozioni che ha prodotto in tutti noi, tifosi e non di moto.

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