Con lo snowboard ci siamo già passati anni fa, e ancora le polemiche si fanno sentire, forse mai si placheranno; oggi sono messi al vaglio del Comitato Olimpico Internazionale anche surf e skateboard.

Per quanto possa esser stata da tempo annunciata, la notizia dell’inserimento dello skateboarding tra le discipline olimpiche di Tokyo 2020 ha suscitato una vera e propria scossa elettrica. La decisione, presa nel corso della 129esima sessione del Cio di Rio de Janeiro, prevede l’inserimento di cinque nuove discipline olimpiche come eventi addizionali al programma olimpico di Tokyo 2020. L’accordo é stato siglato dal Comitato Olimpico Internazionale, dalla FIRS (federazione internazionale dei Roller Sport) e dall’ISF (international Skateboarding federation). A Tokyo verranno organizzati due eventi: lo Street ed il Park, a cui potranno partecipare venti maschi e venti femmine per ogni disciplina. Tutto questo, a partire dalla creazione vera e propria delle piste, per arrivar alla diretta selezione, al formato gara e al giudizio saranno seguiti dalla Commissione, che seguirà una logica di continuità con gli X-Games e le Street league.

La Commissione, guidata da Gary Ream, in qualità di chairman, avrà il compito di approfondire le dinamiche e gli aspetti tecnici legati alle competizioni che si svolgeranno a Tokyo. L’inclusione dello Skateboarding non è cosa definitiva, pare limitata ai soli giochi del 2020, però indubbiamente è un buon punto di partenza; si dovrà far in modo che esso risponda alle altissime aspettative. Il presidente FIRS ha dichiarato quanto sia importante questa inclusione, da anni c’è chi lotta perché venga riconosciuta la possibilità di dimostrare il potenziale di questi atleti, ha utilizzato come slogan Sport giovani per i giovani. Si propone, dunque, di promuovere e diffondere la disciplina in tutto il mondo affinché venga valorizzato il più possibile l’enorme appeal che ha su giovani e meno giovani. Lo Skateboarding potrebbe essere la chiave d’accesso per dimostrare l’universalità, la trasversalità e l’appeal di tutti i Roller Sports, potrebbe essere cardine di un progetto educativo legato all’antidoping.

Da un lato la decisione ha suscitato entusiasmo in chi desidera che lo Skateboarding sia considerato uno sport come tutti gli altri, dall’altro, ha suscitato anche polemiche; indubbiamente bisogna inserire delle regole ed è proprio il fatto che lo Skateboarding sia destinato a diventare uno sport posto a giudizio che crea indisposizione. Il timore che questo sport, che in realtà è uno stile di vita, possa diventare un business legato ad esigenze pubblicitarie è elevato. Nonostante non sia un semplice sport, alle Olimpiadi ricoprirebbe questo ruolo e stimolerebbe la promozione anche fra altri media che in realtà lo snobbano. I puristi soffrono di questa decisione, ma loro non cambieranno mai idea, mentre per coloro che amano competere ci sarà la possibilità di dimostrare il proprio valore in un altro genere di contest. È proprio per questo che il presidente Aracu non si smuove, ritiene questo inserimento necessario proprio in vista di un programma di inserimento in società più ampio: per far entrare lo skateboard nelle scuole bisogna per forza standardizzare il movimento e farlo diventare una disciplina. Nonostante le critiche, lo Skateboarding si sta attrezzando per arrivare pronto a Tokyo.

Ora il palcoscenico é aperto e metterà in luce le potenzialità degli atleti a cavallo della tavola, tutti chiamati a gareggiare contro i mostri sacri della bandiera a stelle e strisce. Cosa ne sarà dopo non lo possiamo dire, quello che invece possiamo fare è darci da fare affinché tutti possano vivere al meglio questo inserimento e accrescere la propria passione per lo Skate.

And don’t worry… Skateboarding is still what you make of it.

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