(Fonte immagine: OASport)

 

Negli ultimi 27 anni ho dato tutto al nuoto. In questo momento della mia vita voglio smettere di nuotare e quindi questo è il mio addio al mondo del nuoto. Spero di aver scritto un pezzo di storia. Voglio chiedere scusa al mio allenatore Claudio, questo è un fuori programma. Penso che certe scelte bisogna prenderle da solo. È un po’ di giorni che ci penso, comunque io spero di aver dato qualcosa a questo sport. Grazie, per 27 anni siete stati la mia famiglia, ma era il momento giusto.

Tutto il pubblico si alza e incomincia un applauso che nessuno vorrebbe si fermasse mai. Re Magno si commuove. Lui, i due ori leggendari a Montreal e Melbourne con i quali diventa il terzo nuotatore di tutti i tempi a confermarsi campione del mondo nella gara regina per due edizioni consecutive (in precedenza avevano raggiunto un tale obiettivo i leggendari Matt Biondi e Aleksandr Popov), lui il più forte stileliberista italiano sull’Olimpo nelle distanze brevi, lui il capitano del team azzurro.

Lui, Filippo Magnini, Re Magno.

Si ritira così a 35 anni. La sua prima medaglia era stata di bronzo e ha chiuso con un altro bronzo dopo 27 anni. Tutti i percorsi, i sacrifici, i dolori e gli infortuni, le storie d’amore, belle e brutte, passate e terminate. Smette da capitano della Nazionale, il più esperto in attività. Smette un simbolo, che nei 100 è stato il più grande, ma appende la cuffia al chiodo con animo felice e spera di poter aiutare i ragazzi in qualche modo anche se non ha per ora in mente di vestire i panni di allenatore. Ha affermato di avere parecchi progetti, sa che ancora c’è bisogno di lui per dare l’esempio. Complicato, forse quasi impossibile immaginare il nuoto italiano senza Re Magno, senza le sue parole sempre composte, senza la sua grinta e la sua determinazione, senza il suo cuore e carattere da leader.

Lascia uno dei più forti nuotatori italiani della storia. Smette il capitano del movimento, esempio di passione, perseveranza e professionalità per le generazioni presenti e future, ispirazione per centinaia di giovani atleti ed emulazione per chi ha avuto il piacere di allenarsi con lui o solo condividere la corsia. Con Magnini l’Italia del nuoto ha raggiunto vertici mai toccati nella velocità, vissuto l’adrenalina e l’orgoglio di essere campione del mondo dei 100 stile libero. Il nuoto italiano resterà per sempre la sua casa. Filippo ha sempre avuto il desiderio di distinguersi nella sua vita di atleta. C’è riuscito e sono sicuro che ci riuscirà anche fuori dall’acqua. Arrivederci capitano. (Paolo Barelli, presidente della federnuoto)

Caro Filippo, grazie. Grazie per i tuoi insegnamenti, ti assicuro, a nome di telespettatori e atleti che ti hanno seguito ed emulato, che sono stati tantissimi. Grazie perché hai scritto pagine importanti e fondamentali per il nuoto azzurro e per il nuoto mondiale. Grazie perché ci hai reso fieri di essere italiani e perché ci hai fatto innamorare di questo sport. Se insieme al mostro sacro che porta nome di Federica Pellegrini, c’è stato un mito con cui sono cresciuta, un idolo, quello sei stato senza dubbio tu.

Grazie Re Magno per quello che hai dato al nuoto!

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