Per sport individuale si intendono tutte quelle discipline in cui l’atleta si trova da solo a svolgere la propria prestazione sportiva; gli sport di squadra invece implicano che l’azione sportiva venga svolta in gruppo. Se ci pensiamo bene, questa distinzione è puramente concettuale, teorica. A nostro parere non esiste uno sport che, praticato a livello agonistico, possa essere definito davvero “individuale”. Tutti quegli atleti alle presa con prestazioni “in solitaria” hanno sempre alle spalle un team, altri compagni con cui si allenano quotidianamente, con i quali condividere emozioni, fatiche, soddisfazioni, esperienze dentro e fuori i campi di gara e di allenamento. Purtroppo questa idea di squadra, come fondamenta di ogni disciplina sportiva, spesso viene dimenticata mettendo in primo piano la resa prestativa del singolo individuo. Da una nostra ricerca sul tema dell’abbandono sportivo su un campione di atlete adolescenti appartenenti a sport individuali e sport di squadra emerge, in modo significativo, che le ragazze praticanti la prima tipologia di sport sperimentano maggiori vissuti ansiogeni rispetto alle seconde. Questo avviene perché, negli sport di squadra, il gruppo ha un ruolo chiave nel promuovere una lettura critica delle situazioni competitive e un maggior effetto di diffusione delle responsabilità circa gli esiti prestativi.

Da questa analisi e dall’esperienza che quotidianamente viviamo all’interno della società sportive, appare chiaro quanto sia importante investire energie per la costruzione del senso di appartenenza alla squadra, del legame alla maglia, nonostante la prestazione da mettere in campo sia individuale. Supportare la forza del gruppo, sviluppare la percezione di essere parte di un team orientato verso obiettivi comuni, favorirebbe gli atleti praticanti sport individuali a una più corretta gestione delle emozioni e assunzione di consapevolezza circa le proprie abilità.

Investire in interventi mirati di team building anche nelle discipline tradizionalmente individuali come la ginnastica artistica, il tennis, il pattinaggio artistico, l’arrampicata sportiva significa interventi per  creare un contesto sportivo sereno e motivato in grado di stimolare il singolo atleta a dare il meglio di sé. Se si riesce a radicare questa consapevolezza negli atleti allora la ginnasta non sarà più così da sola sulla trave, metaforicamente, le sue compagne saranno lì con lei a sostenerla e spronarla; l’arrampicatore alle prese con una via impegnativa “sentirà” la forza e l’energia positiva dei compagni che lo spingono alla presa successiva; la pattinatrice impegnata in una coreografia complessa sarà più motivata a dare il meglio di sé quando sa di avere tutto l’appoggio e la stima delle sue compagne di allenamento, etc…

L’atleta che si sente solo è un’atleta che mai riuscirà ad esprimere il massimo del suo potenziale, l’atleta che si percepisce parte di un gruppo sarà un atleta che gareggerà per sé ma anche per la squadra ma soprattutto sentirà, dentro di sé un’energia maggiore che deriva dalla somma delle energie di tutti i suoi compagni.

Mentesport

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