Sono una persona normale

Sono una persona normale. Un uomo normale che si alza la mattina, va a lavorare, fa sport, taglia il prato, gioca con suo figlio, litiga con la moglie (poco ma è una battuta che fa sempre ridere). Sì insomma un tipo tranquillo! E ancora rido quando il presidente di uno degli sponsor che mi accompagna in questa sfida, invitandomi ad entrare in sala riunioni con amministratore delegato, direttore marketing, web designer e altre due persone di cui non ricordo onestamente la mansione, mi disse: “scusi il suo ufficio stampa e la segretaria dove sono?”. Io ero solo davanti alla porta, mi guardai le spalle come se quella frase fosse rivolta a qualcuno che avevo dietro, e dissi: “tranquilli, sono un multitasking!” …e lì si misero a ridere tutti loro. Sono passati tre mesi da quel giorno e ho capito qualche settimana più tardi il motivo di quella domanda. Sì perché una persona normale che vive una tranquilla quotidianità non può fare tutto quello che ho fatto in questi tre mesi da solo. E invece oggi, a pochi giorni ormai dal via, ho capito che ce l’ho fatta… e ancora una volta torna uno di quei messaggi che vorrei portare tra la gente “come dal nulla riesci a realizzare un progetto senza pensare alle difficoltà che questo ti proporrà, anche nella malattia se guardi oltre e fissi un obiettivo riesci ad alleviare e, in casi come il mio, a sopraffare il dolore” … e pensare che la sfida deve ancora cominciare … ma dopo tutto sono una persona normale.

 

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