Quando lo Sport racconta una Cultura

Alzi la mano chi ha mai provato a leggere qualcosa di Sport che non si riferisca alla Gazzetta dello Sport o al Fantacalcio. Certamente ce ne sono tanti, ma pochi se riferiti all’insieme di tutti gli sportivi ed appassionati di Sport in Italia.

Tendiamo a vedere lo Sport nella sua dimensione più diretta, analizzando la prestazione, le pagelle, guardando dati e risultati, senza preoccuparci di capire quale tipo di valore personale possa avere l’attività sportiva. Lo stesso mondo sportivo italiano pare focalizzare attenzione o interessi ad un’atleta o ad uno sport solo a patto di un vantaggio in termine mediatico o di ritorno sull’investimento. Ma ha senso dare allo Sport una ampia dimensione valoriale o è sufficiente considerare gli aspetti pratici o tecnici?

Diamo per scontato che così come la pensiamo noi, la pensino anche all’estero. Ma ci sorprenderemmo se sapessimo che in America, e più precisamente nel NBA, i giocatori non sanno e non sono minimamente interessati a conoscere il direttore di gara fino a che non si presenti nel loro spogliatoio prima della partita. Neanche i giornalisti sono interessati a questa informazione.

Ma il dato più eclatante di che cosa voglia dire per gli Americani ispirare ed insegnare attraverso lo Sport, lo abbiamo nel cinema: infatti i 10 film sportivi più importanti sono per la maggioranza americani. Da che cosa dipende? Forse Jorge Borghes trovò la chiave sostenendo che Hollywood è così presente nella dimensione sportiva e quotidiana di tutti noi con i loro film perché non avendo avuto un’epica di cui vogliano o possano parlare (se ne devono parlare dovrebbero raccontare del West e dei Nativi americani, i quali hanno subito un autentico genocidio), associano la loro epica a quest’ultima parte della loro esistenza, rendendo il cinema e lo Sport qualcosa di unico. Lo Sportivo viene trattato con una logica epica, perché non avendola di base, riversano su di loro i tratti che anticamente si usava dipingere dei grandi Eroi ellenici e romani. Stiamo parlando di una visione a noi ignota, se pensiamo a come vediamo noi lo Sport nel Cinema (“L’allenatore nel Pallone” o “Ecceziunale Veramente” ad esempio).

Ma esiste un altro motivo per cui lo sport ha una dimensione così importante per gli americani: il suo valore sociale. Se provassimo per un momento a considerare la carriera scolastica di un giovane americano e di un giovane italiano noteremmo nel primo caso la difficoltà ad iscriversi all’università a meno che non faccia fronte ad un prestito bancario che ripagherà dopo l’università. Siamo davanti, diversamente dal secondo caso che permette un accesso all’istruzione più semplice, ad un sistema che esorta i ragazzi alla competizione: “io scommetto su di te, scommetto che tu uscirai a 21 anni dall’università e mi ripagherai negli anni con il lavoro che acquisirai”.

Una continua sfida a performare, a dare un qualcosa in più. Un sistema basato su quello che si riesce ad ottenere dando il massimo sin dal primo giorno, che influenza conseguentemente anche ambiti come quello sanitario, in cui non con la mutua ma con la tua capacità di investire sulla tua salute ci si può curare. Lo Sport negli States ha proprio lo scopo di abituare i ragazzi a ragionare in un’ottica di crescita: in piena mentalità british si fa sport dando tutto, lottando lealmente, e ci si stringe la mano a fine gara.

La differenza di visione della realtà è così influenzata dalla cultura di riferimento che non solo abbiamo simpatie ed interessi per sport totalmente differenti, ma anche idee specifiche uniche per lo stesso Sport. Il giorno in cui in Italia lo Sport avrà una dimensione valoriale simile sarà il giorno in cui il Ministero e le Scuole investiranno maggiormente in Sport, assisteremo ad una massiccia promozione dell’attività sportiva come fonte di benessere e beneficeremo di un turismo basato anche sullo Sport.

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