Sport e università! Che coppia!

Due paesi lontani, non solo per le coordinate spazio-temporali, ma anche per quanto riguarda la gestione dello sport: America e Italia, sono davvero su due pianeti diversi in campo sportivo.

In America lo sport riveste un ruolo di primaria importanza nello sviluppo e nella formazione dei giovani, basta pensare a università come Harvard e Yale che per prime si sono dotate di una sezione sportiva, un punto di partenza che ha modificato l’intero orientamento didattico dei college americani, con la nascita della Intercollegiate athletics.

Gli studenti portano a termine il loro percorso di studi, insieme alla carriera sportiva, seguendo semplici, ma rigide regole. Due strade non parallele, ma che si incrociano in precisi punti: la formazione in primis, la coltivazione di talenti e l’educazione.

I college diventano così non solo dei luoghi dove apprendere, ma palestre in cui si può coltivare una passione, stare insieme. E questo rende le scuole americane un eccellenza e lo sport ha un ruolo fondamentale nella fama degli istituti.

E in Italia? beh tutti noi sappiamo come funzione il sistema universitario e scolastico nel nostro paese e conosciamo bene i punti forti e quelli in cui pecchiamo maggiormente. Un cosa è certa, lo sport è totalmente scollegato dal percorso didattico, due mondi divisi. La scuola, in cui ci si reca la mattina per seguire le lezione e lo sport, il pomeriggio o la sera nei centri specializzati.

E questo, inutile rimarcarlo, è un errore perché l’attiva sportiva, agonistica o no, è molto importante nella formazione dei giovani, può e deve essere il motore di un rinnovo del nostro paese, che sta affrontando un momento di crisi, che possiamo senza esagerare definire storico.

Ma per un rinnovo che funzioni davvero, dietro ci vuole un cambiamento, che sia decisivo. Un cambio di rotta, di quelli che si fanno senza pensarci troppo, di petto.

Il presidente attuale del Coni, Gianni Petrucci, in questi anni ha pensato poco ai cambiamenti che stavano avvenendo nel mondo e nel sociale e questo ha portato ad uno stallo, che ha portato a problemi ben più gravi nel mondo dello sport, che ne stanno rovinando tutto il bello.

Lo sport è una scuola, vera e propria, certo si insegnano materie diverse, ma la base è sempre la stessa: passione, amore e valori positivi, per questo l’unione di questi due mondi sarebbe più che utile, sarebbe davvero un fuoco d’artificio, di quelli che poi lasciano a bocca aperta.

Si spera proprio in questo momento anche un cambio all’interno della Presidenza del Coni, da un lato Pagnozzi e dall’altro Giovanni Malagò, che sembra essere l’uomo giusto per portare avanti quell’innovazione che serve al mondo dello sport, con un programma fresco e volti nuovi. Tutti gli ingredienti che servono davvero.

Sarà forse grazie a lui, che lo sport riuscirà a ricoprire il ruolo che gli spetta, potrà essere il motore di quell’innovazione che aiuterà il nostro paese a risollevarsi, con impegno e dedizione due parole che nello sport sono un mantra.

La voglia di riscatto è davvero tanta nei giovani che possono fare la differenza, per questo serve una collaborazione stretta con il sistema scolastico, vivaio di talenti e cultura. Il modello da seguire è davanti ai nostri occhi, serve solo coraggio e voglia di farcela e un pizzico di pazzia per invertire la rotta. E’ vero che si dice:” sai quello che lasci, ma non sai quello che trovi”, ma in questo caso non è vero, perché le spalle ce le copre lo sport!

 

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