Steffi Graf, una vittoria mutilata?

Steffi Graf (heraldsun.com)
Steffi Graf (heraldsun.com)

Arrivano proprio oggi i 44 anni della grande campionessa del mondo del tennis Steffi Graf, una carriera che per alcuni è apparentemente perfetta, costellata di grandi vittorie e di riconoscimenti, iniziata a soli tre anni quando il padre la portò sul primo campo da tennis.

Le gare si susseguono e con loro anche le vittorie che la Graf riesce a portare a casa, entrando così di diritto nell’olimpo del Tennis. Ha qualcosa che non si insegna, capacità tecniche ma soprattutto una scintilla nel cuore.

Come capita ad ogni grande atleta, durante il suo percorso stellato la Graf si è imbattuta in diversi ostacoli. Considerando che dal suo ingresso nel circuito nel lontano 1986 gareggiava contro Chris Evert, in età avanzata e Hana Mandlikova, che a causa di un infortunio non potè più ritornare ai suoi livelli, uno di questi ostacoli portava il nome di Monica Seles, l’unica tennista che era in grado di contendersi lo scettro con lei e che battè proprio la Graff al Roland Garros del 1990 laureandosi come la più giovane vincitrice del torneo.

Ed è in questo periodo che accade il primo episodio in cui gli storici definiscono la vittoria della tedesca come una vittoria “mutilata”: durante il torneo ad Amburgo nel 1993 la Seles venne aggredita da Günter Parche, uno squilibrato mentale che la accoltellò durante la pausa di una sua partita perchè era ossessionato dal voler far tornare numero uno al mondo la Graf. E’ la stessa Seles che anni dopo dichiarerà:«L’aggressione ha cambiato la mia carriera e ha irrimediabilmente danneggiato la mia anima». Il torneo non venne sospeso e la Graf lo vinse riconquistando il primato in classifica.

L’altro episodio risale al Roland Garros del 1999 quando durante una finale che si stava rivelando senza storia a vantaggio di Martina Hingis, un errore arbitrale,  ma soprattutto il maleducatissimo pubblico parigino, mandò fuori di testa la giovanissima numero uno del mondo favorendo la tedesca, che tornò ad essere la numero uno al mondo.

Inutile dire che nessuno è invincibile e che le sconfitte come gli episodi “fortunati” fanno parte del gioco, e non sono di certo questi a caratterizzare una grande carriera o a minare la bravura indiscussa di un’atleta. Sono semplicemente parte di un percorso. Ma in questo caso le dure critiche che vengono fatte alla sua carriera sembrano aver messo nella testa della stessa tennista più di un punto interrogativo, come se non riuscisse a non chiedersi come sarebbero andate le cose se non ci fosse stato Parche. Per questo è plausibile che questo episodio che le ha cambiato così tanto la vita, si sia potuto trasformare in un fantasma.

Chiedersi come sarebbero andate le cose non porta a nulla, nessuno potrà mai saperlo, ciò che è certo è che non può non prevalere il fatto che la Graf era ed è una grande campionessa, che ha sempre dimostrato le sue capacità e la sua grande passione nel vivere il tennis. E ha dato a tutti modo di capirlo: al di là di quegli episodi ci vuole ben altro per conquistare in carriera 22 prove del Grande Slam!

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