Molto spesso nel mondo dello sport si sente parlare di talento e di doti innate, ma che cos’ è nello specifico il talento nello sport? Che cosa significa?


Definirlo è sicuramente un compito arduo e complesso, ma proviamoci!

Possiamo considerare il talento come un’abilità dai tratti eccezionali ed unici che connota un individuo. Nel mondo sportivo tendenzialmente la parola talento viene attribuita al settore giovanile, tanto che il “bambino talentuoso” o il “bambino dalle doti straordinarie” è colui che si caratterizza per promettenti caratteristiche fisiche o tecniche e che in un futuro potrebbe raggiungere importanti risultati a livello sportivo.
Alcuni studiosi suddividono il talento in 3 categorie:
– Motorio generale:  chi ha una maggiore capacità di apprendimento;
– Motorio sportivo: chi mostra una certa disponibilità a sottoporsi all’allenamento;
– Sportivo specifico: chi ha dei presupposti notevoli per una data disciplina.

Nonostante queste classificazioni, alcune ricerche mostrano come la correlazione tra i risultati di massimo livello e le prestazioni ottenute in età giovanile sono estremamente basse, basti pensare a come lo sviluppo fisico di un bambino sia determinato da fasi di crescita non lineari ed uniformi. 
Oltre alla dimensione fisica però, non va dimenticato che ogni piccolo nuotatore o calciatore prima di essere un piccolo sportivo è un bambino, caratterizzato da sogni, interessi e bisogni che possono cambiare in base alla fase di sviluppo e di crescita, fondamentale quindi tenere in considerazione anche agli aspetti psicologici.

Per questi motivi, indipendentemente dalla disciplina praticata, prima dei 10-12 anni non è possibile predire “la scoperta” di un talento, in quanto i fattori in gioco sono davvero molti.

Proprio per questo motivo il termine talento è un tema molto delicato da affrontare poiché, se gestito male, possono insorgere delle difficoltà, per esempio, si può innescare un “effetto boomerang” per una troppa ed intensa specializzazione precoce, il cui esito può portare nel peggiore dei casi all’abbandono.

Un’importante psicologo e psicoterapeuta, Erik Erikson, sostiene che il talento quale “dono innato” sia stato un concetto mitizzato e che ogni abilità, anche la più complessa, viene sviluppata e condotta ad esprimersi ad alti livelli in virtù di una “confidence” continua, coltivata nell’esercizio grazie all’allenamento.

Come sostiene Mennea, campione di atletica leggera “ per arrivare al traguardo della gara c’è impegno e coerenza”.
Questi concetti vogliono spiegare come per essere un atleta di alto livello e raggiungere qualsiasi obiettivo  sportivo, il talento non basta!

Determinazione, Passione, Impegno, Costanza, Sacrifici sono le parole chiavi del successo nello sport!
Possiamo affermare che essere talentuosi non basta per ottenere risultati, se non ci si allena con costanza e determinazione.
A lungo termine, a portare a casa i risultati non saranno le persone che nascono con una propensione in più, ma quelle che lavoreranno sodo nel tempo, con pazienza, perseveranza e tenacia.

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