Si è da poco conclusa l’edizione numero 107 degli Australian Open che ha caratterizzato l’intera seconda metà di Gennaio nel panorama del tennis mondiale. Campioni in carica erano Roger Federer e Caroline Wozniacki, vincitori del titolo conquistato nel 2018: lo svizzero e la danese, però, hanno iniziato la competizione mantenendosi un po’ nell’ombra in un 2019 che ha accolto un Novak Djokovic e una Simona Halep partiti come numeri uno delle classifiche ATP e WTA.

Gli Australian Open sono cominciati lunedì 14 Gennaio e terminati domenica 27 con la finale maschile.

Novak Djokovic è l’indiscusso imperatore d’Australia. Il serbo ha portato a casa la settima vittoria a Melbourne, battendo Rafael Nadal in tre set praticamente senza partita. Nessuno ha vinto più del tennista serbo agli Australian Open che, in un colpo solo, con questo successo, ha superato sia Roger Federer sia Roy Emerson, fermi a sei conquiste. Nella ventiquattresima finale Slam in carriera, il numero uno del mondo del tennis ha dominato oltre ogni possibile previsione contro un Nadal che aveva inizialmente dimostrato di essere un rivale competitivo.

Dopo dieci anni dalla sua ultima vittoria, Nole ha dato una lezione che lo spagnolo non dimenticherà facilmente, imponendosi con un 6-3, 6-2, 6-3. È un punteggio che ha mandato in visibilio il pubblico della Rod Laver arena, dopo «solo» 2 ore di match a senso unico. Il trentunenne di Belgrado ha messo le mani sul quindicesimo Major, il terzo conquistato di fila dopo le vittorie a Wimbledon e negli Us Open, in una seconda parte di 2018 indimenticabile. Djokovic ha dimostrato e confermato di essere il tennista più forte del mondo, con una prova all’insegna della solidità: 68 match vinti, contro otto sconfitte.

NADAL MAI COMPLETAMENTE IN PARTITA

Non era mai capitato a Nadal di perdere una finale dello Slam in 3 set, è successo nella venticinquesima finale della propria carriera, contro un avversario in questo momento assolutamente fuori dalla sua portata. Una sconfitta dura nonché severa, che forse lo spagnolo non meritava. Ha cercato di combattere su ogni palla, nel tentativo di tenere testa a un avversario impressionante. Il capitolo della saga fra questi due campioni mondiali ha visto dal principio un Nadal più teso, in difficoltà a trovare il ritmo di difesa ed attacco, e la conseguenza, in epilogo, è stato il break incassato già nel secondo gioco, con Djokovic pronto a scappare via sul 3-0 con un parziale di 12-1. Un funesto presagio? Da quel momento in poi, Nadal ha visto tutto nero.

NADAL: «MIGLIOR SLAM DEL MONDO»

«Complimenti a Novak e al suo team per il livello di tennis straordinario espresso oggi e per tutte le due settimane», le parole del numero dos del mondo. «Mi sento in dovere di ringraziare coloro che rendono questo torneo così fantastico, migliora ogni anno, e molto probabilmente è il migliore al mondo, grazie per la promozione che fate per il nostro sport. Anche se non è stata la mia serata migliore, anche perché dall’altra parte della rete c’era un avversario fortissimo, sono state due settimane emozionanti e positive».

DJOKOVIC: «SONO SENZA PAROLE»

«Rafa è stato molto sfortunato nella carriera, ma ha sempre mostrato la capacità di non mollare mai, di combattere. Sto cercando di rivivere il viaggio negli ultimi dodici mesi, quando ho subito un intervento chirurgico. Essere qui con la coppa, aver vinto tre Slam di fila, è fantastico. Sono senza parole», ha aggiunto Djokovic. Che poi, parlando del proprio staff, capeggiato dal coach Marian Vajda, ha aggiunto: «Il nostro è uno sport individuale, ma il mio team è fondamentale per supportarmi anche nelle giornate difficili, così come la mia famiglia, che mi aveva promesso di seguire la partita. Hanno sacrificato tanto tempo per permettermi di vivere questo sogno, è una cosa che mi devo sempre ricordare».

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