Tim Duncan, datemi uno sport e diventerò un campione!

Tim Duncan (slamonline.com)
Tim Duncan (slamonline.com)

Oggi è il compleanno di un campione, Timothy Theodore Duncan, meglio conosciuto come Tim Duncan. E come facciamo spesso in occasione di un compleanno, ripercorriamo velocemente la sua storia.
Tim é un cestista, l’ala dei San Antonio Spurs. Ad oggi é considerato una delle migliori ali di sempre è uno dei giocatori più forti della storia.
Ma Tim non ha sempre giocato a basket come ci si aspetterebbe, no, da piccolo praticava nuoto.
Il nuoto gli piaceva molto, ed era portato per questo sport. Un giorno durante una gara gli viene comunicato che il suo tempo rientra nei migliori sedici della sua categoria in tutta America. Così a solo quattordici anni é considerato uno degli atleti più promettenti sui 400 metri stile libero. Insomma non proprio un semplice passatempo.
La madre, racconta Tim in un video, lavorava la notte e il giorno lo portava a nuoto e lo guardava, quindi, sempre Tim, dice che in termini di supporto non gli é mai mancato nulla. Ma purtroppo nel 1989 l’uragano Hugo si abbatte sulla sua cittá arrivando persino a distruggere la piscina.
Per un primo periodo continuano ad allenarsi in mare, ma non é la stessa cosa. Così Tim, in un momento difficile (avendo anche la madre malata di cancro) abbandonerà e si dedicherá ad un altro sport. Cominciando giusto per passare il tempo, il ragazzo alto ben 211 cm non é proprio un buon giocatore…. Ma con l’aiuto dello zio impara a muoversi meglio. Con la passione che aumenta a pari passo della bravura Tim si unisce alla squadra locale, la quale durante l’estate si scontra con alcune delle squadre dell’NCAA. Ed é proprio durante una di queste che la sua vita prende una svolta. L’allenatore mette Tim a marcare Alonzo Mourning, e il ragazzo fa scintille.
A seguito di questa sfida molti talent scout accorsero a vedere il fenomeno del momento. A questo punto Tim sceglie la Wake Forest University dove diventerà un giocatore dominante.
All’inizio della stagione NCAA (1994/95) Tim era visto come possibile top pick al Draft NBA, ma Tim sceglie di continuare la sua esperienza al college non entrando, quindi, nella lega maggiore.
Quell’anno fu davvero importante, infatti ricevette la convocazione All-ACC First Team, dove venne anche nominato miglior difensore dell’anno. Successivamente tra il 1995 e il 1996 diventa il leader della propria squadra portandola alle sweet 16, ma purtroppo senza andare oltre. Tim viene ancora chiamato per il Draft NBA, ma il ragazzo preferisce prima finire il college (promessa che aveva fatto alla madre ormai morta).
A differenza di molti altri giocatori NBA Tim decise di rimanere al college per i quattro anni, durante i quali vinse tre volte il titolo di miglior difensore e due volte miglior giocatore dell’ACC.
Nel 1997 viene preso dai San Antonio Spurs. Nella NBA vince subito il premio come matricola dell’anno nella stagione 1997-98. L’anno successivo gli Spurs hanno le possibilità di puntare in alto. Così Tim conduce i San Antonio Spurs al titolo NBA battendo i New York Knicks, aggiudicandosi anche il premio di MVP delle finali (primo nella storia a vincerlo durante il secondo anno). Tim va avanti, e da qui, solo in salita.
Questa storia ci fa capire una cosa molto importante: non occorre che tu sia portato o che tu nasca già improntato per uno sport, la cosa che conta é perseverare fin dall’inizio e non arrendersi mai. L’uragano per Tim è stato un trauma, anche perchè gli ha levato la sua piscina, ma Tim non si é dato per vinto e ha fatto di necessità virtù. Ed é esattamente uguale nello sport, quando le cose sembrano distruggersi, quando ti sembra impossibile poter proseguire è lì che bisogna stringere i denti e proseguire, così da diventare quello che chi molla non é, un campione.

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