Tra tensione e serenità

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Neymar (dailymail.co.uk)

 

 

Neymar, il futuro Pelè, giovane e con una grande pressione da sopportare. Il Brasile ha scelto lui e su di lui contano tutti, qual è il suo compito? Ovvio, vincere il sesto titolo Mondiale. 

Lo stesso Pelè teme che tutta questa pressione possa finire con l’essere negativa per il campione, ancora giovane: “Neymar è giovane, ed è una pressione davvero imponente caricarsi sulle spalle la responsabilità di un Mondiale”.

Al contrario O Rey si sente fiducioso: “Per la prima volta nella storia il Brasile difende meglio di come attacca. Dal centrocampo in giù è fantastico, molto organizzato. Spero che durante la competizione potremo migliorare anche in fase offensiva”.

Certo la pressione è una parte della vita di ogni grande atleta, così come l’ansia e la tensione soprattutto prima e durante una competizione importante, ma con un allenamento mentale è possibile imparare a gestire al meglio queste emozioni, per fare in modo che non compromettano le prestazioni.

Il commissario tecnico del Brasile Felipe Scolari ha ingaggiato una psicologa dello sport, per affiancare la sua squadra e aiutarla a gestire questi momenti di tensione, lavorando sull’ansia e sulle diverse emozioni.

Neymar, in effetti, si dice sereno e tranquillo: “Non mi sento la pressione di tutto il Brasile addosso. A ventidue anni sono felice per la missione che inseguo. Per me e per il mio Paese. In questa Selecao non ci sono stelle. Siamo tutti una squadra. Lavoriamo e ci aiutiamo tutti….Non ho mai perso la mia serenità..”

Tranquillità che probabilmente viene grazie al lavoro fatto, anche con la psicologa, che ha aiutato la squadra a gestire i momenti di tensione e a lavorare tutti insieme per raggiungere l’obbiettivo.

Fare bene insieme, remare tutti nella stessa direzione, aiutandosi, questo vuol dire essere una vera squadra, pronta e capace di affrontare ogni situazione.

Lavorare non solo fisicamente, ma anche mentalmente per atleti giunti ad alti livelli è fondamentale, sono molti i momenti difficili da dover affrontare e per questo è necessario essere in grado di gestirli al meglio, vivendo ogni situazione positivamente.

Il campione parla anche dei suoi idoli: Messi, Ronaldo: “Ho visto tante volte in televisione i filmati con i loro gesti tecnici. Dribblare è un’arte…La mia prima stagione al Barcellona non è stata perfetta. Però sto lavorando per diventare più forte…”

Si può sempre migliorare, l’importante è seguire un obiettivo con passione e amore e non arrendersi mai.

                                                                       Gaia Golfieri per Ment&Sport

 

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