Tre Libri da regalare a Natale

Il Gioco Interiore nel Tennis – Timothy Gallwey

Premessa. E’ un libro da consigliare a tutti, sia agli sportivi che a coloro che vogliono in generale migliorare la propria performance: infatti, nonostante il titolo possa far presupporre che riguardi prettamente i tennisti o il giocare meglio a tennis, di questo argomento se ne parla solo in poche pagine. “The Inner game of tennis”, ribattezzato in italiano “Il gioco interiore nel tennis” è un libro che risale agli anni ’70 e viene considerato il precursore della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e del Modeling (apprendimento di comportamenti che deriva dall’ osservazione, soprattutto in campo sociale, di azioni messe in atto da altri che fungono da modello). Il termine Inner Game tornò alla ribalta negli anni duemila quando David De Angelo lo ripropose, ed i suoi principi sono diventati cardine nello sviluppo del coaching a livello corporate, essendo considerato un approccio in grado di apportare valore aggiunto e successo competitivo alle aziende, diventando modello di riferimento per aziende come Apple, IBM e Coca Cola. 

Gallwey, riferendosi al gioco del tennis, era solito affermare: “L’avversario nella nostra mente è molto più forte di quello dall’altra parte della rete”. Esiste un duplice livello di gioco insito sia all’ esterno, cioè contro un avversario al di là della rete e sia nel nostro interiore, dove c’è un ostacolo mentale che interferisce con la nostra capacità di giocare al meglio. Ci troveremo sempre di fronte a queste due arene di gioco: in qualsiasi sfida nella nostra vita, sia privata che professionale, dovremo sempre confrontarci con il nostro inner game. Ma l’importante è sapere come affrontare questi avversari, specialmente quello interiore, ed ecco che i consigli di Gallwey cominciano ad essere utili e molto efficaci per avere uno stato di peak performance e far operare in armonia questi due se stessi. Le abilità interne che permettono questa armonia sono il saper lasciar andare il giudizio e l’ego, avere una presenza nel qui ed ora, saper apprendere dai feedback che riceviamo e fidarsi delle naturali abilità che abbiamo nell’apprendere anche soltanto guardando e visualizzando. Ogni sportivo, professionista e studente può trarre da questo libro dei consigli veramente preziosi!

Ricordati di dimenticare la paura – Niccolò Campriani 

“Io la paura non l’ho vinta, l’ho semplicemente accettata”. 

Il libro racconta il viaggio che lo ha portato a vincere la medaglia d’oro e d’argento a Londra 2012. Non è stato solo un viaggio fisico e fatto di esperienze e incontri, ma un vero e proprio viaggio interiore che ha portato Niccolò ad essere fortemente consapevole dei suoi punti di forza e di debolezza e a risolvere il suo conflitto con la paura. Tutto comincia da quel ultimo colpo sbagliato durante la finale carabina 50 m a Pechino: dopo avere condotto tutta la gara in testa perde tutto il vantaggio accumulato all’ultimo. Quello che poteva essere un dramma sportivo si rivela una benedizione: Niccolò vola in America determinato a cercare delle risposte, si laurea in Ingegneria, e grazie alla sua collega e fidanzata Petra ed al supporto dello Psicologo dello Sport comincia un percorso interiore di crescita fino a Londra. “Senza quel errore di Pechino non avrei fatto quello ho fatto a Londra” – racconta Campriani durante un’intervista a SkySport – “al di là del mio risultato olimpico probabilmente la mia medaglia l’ho vinta ancora prima di scendere in pedana a Londra, avevo fatto un percorso di vita che mi aveva dato gli strumenti per fare il meglio della mia performance. Vincere o non vincere non dipende solo ed esclusivamente da noi, perché se c’è un avversario che fa il record del mondo non puoi farci nulla, ma comunque il mio obiettivo lo avevo raggiunto: andare via dai Giochi olimpici senza alcun rimorso e fare del mio meglio.”

L’autore la definisce una storia di vita, un libro sui valori sportivi, perché “la vera Olimpiade sono i quattro anni di avvicinamento ai Giochi olimpici. Se un giovane leggendolo può prendere spunto da questo racconto potrà fare sicuramente meno errori di me che ho dovuto conoscerne le soluzioni con il tempo”.

Essere Leader – Daniel Goleman

Essere leader è questione di emozioni! Il leader emotivo è la figura di cui parla nel libro Daniel Goleman, il quale sostiene che un leader efficace non deve disporre solamente di capacità intellettuali, ma deve saper diffondere emozioni e saperle gestire. Il suo compito è quello di «innescare sentimenti positivi nelle persone che dirigono. Ciò accade quando essi sanno creare risonanza, una riserva di positività che libera quanto c’è di meglio in ogni individuo. Nella sua essenza, quindi, il compito primario della leadership è di natura emozionale».

Nel suo libro Goleman elenca vari stili di Leadership, di cui non fa la classifica ma che sottolinea essere fondamentali in funzione del tipo di situazione a cui il gruppo o l’azienda deve far fronte. Il leader è colui che in maniera elastica riesce a calarsi in ogni tipo di stile a seconda del contesto: per periodi brevi e di crisi lo stile utile a raggiungere obiettivi nel più breve tempo possibile è quello autoritario e da comandante, durante una gestione di lungo periodo verrà premiato un approccio che l’autore identifica con il leader visionario, formatore, affiliato o democratico.

I vantaggi ed i benefici di una spiccata Intelligenza emotiva (capacità di essere intelligenti nella sfera delle emozioni), riguardano la possibilità di fare leva sull’ empatia, cioè la capacità di leggere fra le righe captando le spie emozionali e cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo.

E’ un libro per tutti, perché caratteristiche come empatia, sensibilità, creatività e flessibilità non costituiscono il privilegio di pochi, ma rappresentano le potenzialità nascoste in ciascuno di noi. Bisogna soltanto imparare a riconoscerle e allenarle.

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