“Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo dalla fantasia…”

“E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai, di giocatori tristi che non hanno vinto mai” così proseguiva De Gregori nella sua La leva calcistica del ’68 ma non è questo il caso di C. Ronaldo, neo-campione d’Europa con il suo Portogallo. Noi vogliamo soffermarci sulla parte di testo riportata nel titolo “Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo dalla fantasia…”, vogliamo ragionare, in queste poche righe, su cosa differenzi un bravo giocatore da un campione: le capacità tecniche? La prestanza fisica? La forza mentale? Non solo…la vera differenza la fanno il coraggio, l’altruismo, la fantasia.

Un giocatore lo vedi dal coraggio…

Prendersi sulle spalle un’intera Nazione non è facile. Dichiarare a priori apertamente che questo sia uno dei tuoi sogni più grandi, prevede un carico emotivo, una pressione notevole. Lo abbiamo visto nelle lacrime di C. Ronaldo: lacrime di disperazione prima, quando si è reso conto di non poter aiutare sul campo i propri compagni, lacrime di gioia poi, quando ha scaricato tutta la pressione accumulata in ben 12 anni di attesa (dagli Europei in Portogallo nel 2004 a questi in Francia nel 2016). Non vuole essere un paragone con Messi, altro fuori classe indiscusso, ma l’approccio di Ronaldo e la personalità mostrata in questo Europeo, fanno riflettere su cosa significhi essere un campione.

… dall’altruismo…

Ma quale prima donna! Dal momento in cui è potuto rientrare in panchina, si è messo a completa disposizione dei compagni, caricandoli e spronandoli minuto dopo minuto. Un leader forte, accentratore, ma in grado di fare un passo indietro per un obiettivo comune. Per non parlare della sua disponibilità fuori dal campo, sempre pronto ad una foto, un abbraccio, una chiacchierata con i propri tifosi.

… dalla fantasia.

Cristiano Ronaldo: l’uomo dei record. Fantasia, estro, quel qualcosa in più che non ti aspetti, quel gesto che risolve la partita. D’altronde, è stato l’Europeo della fantasia: solo persone estremamente dotate di forte capacità immaginativa avrebbero potuto prevedere una finale vinta dal Portogallo senza il proprio uomo simbolo in campo.

 

Onore quindi alla Francia, in grado di arrivare fino alla finale. Complimenti all”Islanda, al Galles ed alla nostra Nazionale, capaci di stupire e far ricredere anche i più scettici. Ma giù il cappello per il Portogallo: squadra di coraggio, di altruismo e di fantasia

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