Un incontro, una promessa, una guarigione: la forza dello sport!

Capita frequentemente che persone affette da malattie compromettenti o disabilità più o meno gravi trovino nello sport un riscatto, una spinta, una chiave motivazionale per ritrovare sè stessi, la propria forza, la propria determinazione e la propria voglia di vivere e sentirsi vive!

Lo sport, per quel contatto profondo che genera con il proprio corpo e con la propria mente, risulta spesso migliore di molte medicine nel fornire quel benessere psicofisico che la malattia può mettere a dura prova. Tra le tante e commoventi storie di sport e malattia c’è anche quella di Davide Gaydou, un ragazzo di 14 anni, affetto dal morbo di Perthes, una malattia degenerativa della testa del femore che lo costringe ormai da 10 anni alla sedia a rotelle. Un incontro fortuito, sull’aereo in direzione Budapest, ha cambiato la sua vita. Su quel volo ha incontrato il Settebello in viaggio verso la città per disputare la Vodafone Cup. E’ scoccata la scintilla: “Quando guarirò, mi darò alla pallanuoto” ha affermato Davide davanti agli azzurri. La semplicità, la forza e la determinazione dei giocatori, unita a un pallone autografato, hanno spinto Davide a inseguire quel sogno che sembrava aver sempre tenuto nascosto, l’amore per gli sport di squadra. Già praticava nuoto perchè di aiuto alla malattia, ora pratica pallanuoto che è divenuta parte integrante della sua vita. Quando spunta l’infiammazione alla gamba necessita ancora di tutori e stampelle ma ciò non ostacola la sua motivazione e voglia di fare. Si allena tre volte alla settimana e la piscina dista 50 km all’andata e al ritorno, un sacrificio che mamma Perla è felice di compiere vedendo la felicità che lo sport ha portato a suo figlio pronto a tifare Italia nelle partite degli Europei di cui possiede l’abbonamento.

Ment&Sport

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