Un neologismo che fa paura…

(tamiscotti.ch)
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Ogni giorno nasce una nuova parola, la quale nel giro di pochi anni entra a far fatte del nostri vocabolario. Un neologismo che da qualche tempo è entrato a far parte del dizionario settoriale dello sport, è, purtroppo, drop out. Questo termine indica il momento in cui o ragazzi, abbandonano l’attività sportiva.

Questa decisione avviene specialmente in età adolescenziale, i ragazzi presi da mille impegni e da molti interessi, preferiscono lasciare il mondo dello sport, considerandolo un impegno gravoso in più. Sono i genitori in questo caso a dover intervenire, essendo quella dei ragazza una scelta legata a un momento particolare della loro crescita, di cui si pentiranno sicuramente in seguito. Se nostro figlio si avvicina a un burrone,noi lo fermiamo.

Ma dietro a questa scelta, a volte non ci sono solo motivi legati alla fase di sviluppo, ed è soprattutto su questi che dobbiamo riflettere e soffermarci, perché segno di un trend che dobbiamo cambiare.

La troppa pressione sui ragazzi che si avvicinano allo sport è una della principali cause di abbandono precoce. Genitori, allenatori spesso caricano troppo i ragazzi di aspettative, ottenendo così il risultato opposto. È questo un atteggiamento fatto in buona fede, ma che crea nei ragazzi troppa ansia e agitazione. Certo fare bene è importante, ma questo non deve essere l’obiettivo principale. Viene prima il divertimento che è alla base di ogni attività sportiva.

Abbiamo parlato di obiettivi, spesso si punta troppo al risultato, chi segue i ragazzi nello sport mostra loro come unico punto da raggiungere la vittoria. Non esiste altro! E questo porta ulteriore stress che dirige i ragazzi verso la scelta del drop out.

Bisogna insegnare ai ragazzi prima come si perde e come si affronta la sconfitta. Come trarre da questa i giusti insegnamenti e viverla con serenità e non vedendola come un punto di non ritorno. È proprio dagli errori che si impara, sono i momenti difficili che ci spronano a fare meglio.

I ragazzi carichi o meglio saturi delle aspettative altrui non riescono a vivere lo sport nel mi giusto, mancano il divertimento e la socializzazione, momenti imprescindibili nella vita. Le conseguenze di questi atteggiamenti sbagliati di chi accompagna i ragazzi in questo cammino hanno conseguenze che non ci si immagini. Ovviamente ognuno vuole sempre il meglio, per il proprio figlio o per il proprio atleta, ma servono le giuste dosi di ambizione e divertimento.

Lo sport è un momento in cui i ragazzi dovrebbero scaricare le tensioni della giornata e le preoccupazioni della scuola, non assumersene di nuove. È davvero il momento di tornare un po’ alle tradizioni, di rivedere lo sport come era un volta, sano e positivo. Un’attività sportiva aiuta i ragazzi a crescere con i giusti valori,impegno,  amicizia e lavoro di squadra. Non ci stiamo nascondendo dietro un dito, i risultati sono una parte dello sport e arrivare a certi obiettivi è il sogno di tutti, ma è arrivato il momento di prestare più attenzione al cammino che alla meta finale, per quella serve tempo.

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