Una serata davvero speciale

Una serata diversa da tutte le altre! Conosco Federico solo da un paio d’ anni e la molla che ha fatto scattare il nostro incontro è stata la sfida in bici lungo l’Italia che proprio Ment&sport ha cercato di raccontare supportandomi e dandomi molta visibilità. Federico ha scritto un libro dal titolo “A ruota libera” in cui racconta il suo percorso, la sua battaglia e la sua rinascita dopo aver affrontato il Cancro. Lui presenta il suo libro non nella canonica forma dello scrittore ma pedalando su una bici! Si, avete capito bene! Posiziona la sua bicicletta da corsa su dei rulli d’ allenamento ed opera una pedalata statica molto comune tra i ciclisti per allenarsi dal garage di casa in condizioni meteo sfavorevoli.

La sua formula unica di esposizione mi ha rapito completamente e di tanto in tanto partecipo come ospite ad alcune sue serate parlando della mia esperienza di vita a tu per tu con un tumore vinto e con la compagnia che da poco mi regala quotidianamente la leucemia. Decidemmo una sera davanti ad una pizza e una birra, di portare la sua formula di presentazione in sale consiliari, patronati, bar e piazze di paese. Parliamo del suo libro e della sua esperienza di vita, e con noi c’è Damiano, un trentenne che faccio prima a descriverlo come amico piuttosto che come assessore comunale, attore teatrale, campione italiano ed insegnante di tamburello, organizzatore di eventi di ogni tipo e presentatore tuttofare sia nel ludico che nel serio ….ops ho detto tutto!
Damiano organizza ogni anno la settimana Granzese (Granze è un piccolo paese in provincia di Padova, dove io abito) e nell’occasione ci invita a partecipare ad una serata di testimonianza tra esperienza di vita, medicina e sport. La nostra idea è quella di fare una serata dinamica dal titolo “La sconfitta è una scelta” dove dalla platea gli spettatori possono vedere due ciclisti con le loro biciclette che rispondono, incalzati dalle domande dell’ interlocutore Damiano anch’esso in bici a pedalare con cartellina alla mano, con l’ accompagnamento musicale con chitarra di Luciano (un ragazzo diciannovenne del paese che per la prima volta si esibisce come solista cantante) e con regia mix luci e audio di un bravissimo Sebastiano.
Per la prima volta a ruota libera chiacchieriamo come due ciclisti in fuga sotto lo sguardo attento del direttore sportivo felice di avere la vittoria in mano …..ma il traguardo è lontano e la musica inizia a rendere l’ ambiente più disteso e rilassato: si parla di tumore e di situazioni drammatiche, ma anche di sport e di come quest’ultimo aiuti a comprendere le parole sacrificio e dolore fisico, sconfitta e vittoria.
Lo facciamo a modo nostro perché dobbiamo essere noi stessi, ed è giusto che una delle domande iniziali sia …“Hei ragazzi ma voi che ci siete passati cosa vi porta a venire qua e a parlarne? non potevate starvene a casa vostra e tenervelo per voi?”.
daniele-luppari-serata-granzeA volte chi non ha vissuto determinate esperienze non può comprendere fino in fondo quello che io e tante persone abbiamo imparato dalla vita sconfiggendo o vivendo una malattia, è questo motivo che mi porta ad alzarmi o a non stare su un divano di casa la sera per raccontarlo. Credo sia giusto parlarne, uscire ed incontrare persone interessate alla nostra storia, anche perché in fondo la curiosità latente vive in ognuno di noi ma a volte c’è la paura a far domande su temi delicati.
Credo si debba avere il coraggio di mettersi su una bicicletta, pedalare e parlarne rispondendo a domande difficili: avendo la possibilità di parlarne nel mio paese, conosco tra le persone presenti chi vive, ha vissuto o ha perso con la lotta al cancro, ma noi non abbiamo paura a fare dell’ ironia senza irriverenza su alcuni passaggi della nostra esperienza di vita, raccontare aneddoti, situazioni bizzarre, tabù abbattuti grazie alla malattia, consapevoli di quanto possa servire, sicuri di rappresentare per un malato all’esordio di diagnosi la proiezione futura di una pedalata in bicicletta.
La serata è stata un successo e sapete perché ? Incrociando lo sguardo di ogni persona abbiamo sentito una particolare energia, in alcuni sguardi le lacrime velavano la vista ma la stretta di mano e l’ abbraccio rendeva tutto cosi gratificante e dava una sensazione di pienezza.
Il traguardo è raggiunto, io e Federico abbiamo vinto ma non siamo stati gli unici di quella sera, e lo faremo ancora in attesa di conoscere altre date e chi vorrà conoscerci. Siamo una squadra pronta a investire sugli elementi che la compongono!
Non importa se mi sono dilungato un po’ in questo articolo, ma volevo proprio dirlo forte e chiaro: sto vivendo e la battaglia che è dentro di me non la faccio di certo io da solo, perché è la malattia che vuole sfrattarmi da questo corpo e io non ci penso di sicuro a lasciare la mia casa.
In fondo è la mia…. la nostra…. vita INattesa!

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