Valeria Straneo per #Raccontailtuosport

http://www.youtube.com/watch?v=KqUz1xBS1YU

#Raccontailtuosport

La quarta storia di sport è quella di Valeria Straneo. Siamo entrati in contatto con lei e ci ha concesso di raccontare la sua storia…una storia di malattia e di rinascita sportiva. Valeria, determinata e tenace, combatte la sferocitosi, viene operata e torna competitiva e vincente!

Gli esordi

Il mio primo approccio con le gare di corsa è stato alle elementari e alle medie. I miei “allenamenti” erano corse dietro a una palla, dietro agli amici, pattinate e giri in bici. Da giovane ho fatto tanti sport diversi ma correre mi è sempre piaciuto e ho iniziato a farlo un po’ per caso. Nel 2000 mi sono messa in testa di correre una maratona, con lo scopo di di portarla a termine….l’ho conclusa in 3h e 32 min. Nel 2002 ho iniziato ad allenarmi più seriamente grazie all’incontro con la mia attuale allenatrice, Beatrice Bossa, una donna molto determinata. Ero sempre un po’ scostante negli allenamenti, invece mi divertivo moltissimo a fare gare lunghe su strada. Dopo la nascita dei miei figli, Leonardo (nel 2006) e Arianna (nel 2007), ho ripreso l’attività agonistica e ho iniziato a lavorare come educatrice in un asilo nido. A fine del 2009 però ho iniziato ad avere problemi di salute, stavo davvero male: facevo fatica a camminare ed ero sempre stanca. Davo la colpa alle troppe cose da fare: figli, scuola, allenamenti. La colpa invece era della sferocitosi di cui sono affetta, una disfunzione genetica della membrana dei globuli rossi.

La sferocitosi, la splenectomia e la rinascita atletica

Mio marito mi ha obbligato ad andare al pronto soccorso. I miei valori ematici erano disastrosi e mi spedirono subito in ematologia. Un’ecografia all’addome rivelò una milza gigantesca. Il 14 maggio 2010 mi sottoposero a un intervento di splenectomia in laparoscopia ma la milza era talmente grossa che i medici dovettero ripiegare su un taglio. Le dimensioni della milza erano simili a quelle di un neonato prematuro: 26 cm per 1,8 kg di peso. Passati 5 mesi dall’operazione ripresi a correre ma non avevo più la voglia di allenarmi. Ero stata troppo male, ora quello che volevo era solo correre per il piacere di farlo. Ho comunicato la mia scelta al presidente della mia società, la Runner Team 99, che ha accolto la mia decisione con assoluta comprensione ma strappandomi la promessa di correre i campionati italiani di Pordenone, 10 km su strada. Mi sono presentata a settembre, a Pordenone, poco allenata e con molta svogliatezza ma, sarà stata la gioia di rivedere le mie compagne, l’aver sentito ancora quelle pressioni pre-gara, l’aver corso con le migliori atlete italiane, che mi è tornata di nuovo la voglia di allenarmi, di pormi obiettivi e lottare per raggiungerli. Ho ripreso con l’allenatrice di sempre e i miglioramenti che ho avuto in poco tempo sono stati incredibili. Ho deciso di provare a fare il minimo olimpico in maratona e questo incredibilmente si è avverato (2h 26’ 33’’). Questo risultato ha dato una svolta alla mia carriera tanto che ho deciso di dedicarmi completamente alla corsa.

2012 e 2013: due anni memorabili

Grazie al primato italiano raggiunto alla maratona di Rotterdam, correndo in 2h 23’ 44’’, sono stata convocata dalla Nazionale per le Olimpiadi di Londra, dove ho ottenuto l’ottavo posto. Nella primavera del 2013 ho deciso di partecipare ai Mondiali di Mosca. Dopo un bellissimo campo estivo di allenamento in Svizzera insieme alla Bea e alla mia cara compagna Emma Quaglia, sono arrivata a Mosca in perfette condizioni fisiche e mentali. Ero serena e tranquilla sulla linea di partenza. Ho condotto una gara regolare, non ho mai pensato di ambire al podio, ma al 35km mi sono ritrovata da sola con la Kiplagat e il vuoto dietro. Non ci credevo! La mia gioia al traguardo è stata immensa, un argento che per me, per come ho condotto la gara, vale oro.

Valeria Straneo

(per la storia completa vi invitiamo a consultare il sito di Valeria: http://www.valeriastraneo.com)

 

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