Videogiochi, una fonte di emozioni positive!

Nell’ultimo decennio il mondo dei videogiochi, di qualsiasi genere essi siano, ha conosciuto il suo periodo di massima espansione e l’utilizzo di prodotti video ludici non accenna a diminuire, anzi è in continua crescita, grazie anche all’ormai sempre crescente numero di “casual” gamer che giocano attraverso smartphone e tablet e spesso non sanno neanche di esser videogiocatori.
Uno degli elementi da prendere in considerazione per meglio interpretare questo successo è la capacità dei videogiochi di suscitare emozioni.
Anche guardando agli albori dei videogiochi, possiamo ritrovare questa caratteristica; prendiamo ad esempio Tetris, che potrebbe essere riassunto in “posiziona le forme geometriche, bidimensionali e tridimensionali che il gioco genera, per ottimizzare gli spazi ”: il velocizzarsi della caduta dei mattoncini con il procedere dei livelli e l’incalzare della musica, modificano l’esperienza emotiva del giocatore. I meccanismi che stanno dietro a queste semplici attivazioni emotive sono innumerevoli e variano a seconda dei diversi giochi: dall’identificazione con i personaggi e l’immedesimazione nella storia, agli aspetti grafici e di intrattenimento, per concludere con la dimensione di sfida. Le combinazioni di queste componenti e l’attivazione emotiva conseguente possono produrre esiti molto diversi tra loro: come un videogioco può fare gioire, commuovere ed entusiasmare, può anche suscitare rabbia o frustrazione.
Con questo articolo cercheremo di capire meglio il ruolo dei videogiochi nel rapporto tra emozioni positive e benessere. Come abbiamo detto, i videogiochi hanno la capacità di coinvolgerci ed emozionarci e, se la loro diffusione è così sviluppata, lo si deve al fatto che nella maggior parte dei casi, quando si gioca, si assaporano momenti piacevoli caratterizzati da una sensazione di benessere.
Questa qualità ha interessato la psicologia positiva che fonda sull’uso delle emozioni positive, le basi per la promozione e lo sviluppo del benessere. La psicologia positiva ha indagato le emozioni positive nei videogiochi attraverso due approcci. L’approccio edonico si focalizza sul rapporto tra l’individuo e quelle esperienze che generano piacere e sono riconducibili ad un’emotività di stampo positivo: i videogiochi sono fautori per eccellenza di questo tipo di sensazioni, risultando come ottimi mezzi per la ricerca del benessere e del piacere. Pensiamo ad esempio a famosi giochi per iphone quali “Angry birds” o “Fruit ninja”, in cui l’attività da svolgere non è particolarmente complessa, ma l’esperienza di gioco, partendo dalla grafica fino al completamento della sfida, è studiata per gratificare il soggetto, premiando il suo sforzo e incentivando i sui progressi.
L’approccio eudaimonico allude invece ad un benessere frutto dello sviluppo di preferenze personali, che, se soddisfatte, portano a felicità, intesa come massima espressione del proprio potenziale e del “divenire padroni del proprio destino”. I giochi che puntano su questa dimensione sono generalmente più complessi, poiché necessitano del coinvolgimento e dell’identificazione dei soggetti per poter favorire stati elevati di “benessere” durante l’esperienza videoludica. Rientrano in questo ambito tutti quei prodotti che prevedono un avatar da personalizzare e far evolvere, ad esempio Destiny o World of Warcraft. I Videogiochi possono dunque diventare un tramite per il benessere individuale, aiutando una persona ad orientarsi all’interno del proprio io e del proprio mondo, andando a costituire una sorta di “palestra” dove l’individuo può imparare ad esprimere se stesso e a sperimentare le proprie emozioni.
La nostra speranza è che andando oltre i pareri e le affermazioni negative a scredito dei videogiochi, si prenda consapevolezza delle grandi opportunità che questo medium porta con sé.

Giacomo Garcea e Andrea Zini

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